Nota di www.altalex.com, quotidiano d'informazione giuridica


La ''direttiva rimpatri'' non ammette una normativa nazionale che, nel corso della procedura di rimpatrio, infligga al cittadino di un Paese terzo, che soggiorni irregolarmente, la pena della reclusione. Lo ha ribadito la Corte di Giustizia dell'Unione Europea nella sentenza relativa alla controversia fra un cittadino armeno e lo Stato francese.

In particolare, l'uomo era entrato in Francia nel 2008 e nel 2009 una decisione del prefetto lo aveva obbligato a lasciare il territorio francese, corredata di un termine di un mese per la partenza volontaria. In seguito al suo rifiuto, nel giugno 2011 era stato colpito da una nuova decisione di rimpatrio, sotto forma di decreto di riaccompagnamento coattivo alla frontiera, senza un termine per la partenza volontaria. Le autorita' francesi, inoltre, avevano disposto il fermo di polizia e, successivamente, il trattenimento per soggiorno irregolare. La Corte europea ha ricordato che in assenza di partenza volontaria, la direttiva 'rimpatri' obbliga gli Stati membri a procedere all'allontanamento forzato applicando misure che siano il meno possibile coercitive. Solo quando l'allontanamento rischia di essere compromesso, lo Stato membro puo' ricorrere al trattenimento dell'interessato, per una durata che non puo' mai superare i 18 mesi.

Nota di Avv. Corrado V. Giuliano

DECRETO MONTI E AMBIENTE

Il DL 6 dicembre 2011, n. 201 (cd. Decreto Monti), contenente "Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici", è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 284 del 6 dicembre 2011 ed entrato in vigore a partire dalla stessa data di pubblicazione.

Breve commento a ordinanza del TAR Catania n. 1047/2011 reg.prov.caut., depositata il 6.09.2011, in materiadiEsecuzione delle misure cautelari.
Avv. Marilena Del Vecchio

Con l'ordinanza in commento, la terza sezione del TAR Catania ha dichiarato inammissibile l'istanza di attuazione ex art. 59 c.p.a. avanzata dal controinteressato,secondo concessionario della medesima area demaniale già data in concessione al ricorrente, al fine di ottenere l'attuazione dell'ordinanza di sospensione della revoca al primo concessionario. Il Tar, infatti, aveva concessola misura cautelare anche in considerazione del diritto del ricorrente alla previa riallocazione in area alternativa. Da ciò, il controinteressato ritiene la propria legittimazione all'istanza.

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