Il Tar di Catania, nella sentenza n.2323/2011, ha accertato la mancata formazione del silenzio-assenso sull'istanza di concessione edilizia avanzata dalla Open Land nell'aprile del 2009 e, conseguentemente, affermato la legittimita' del provvedimento dell'Amministrazione Comunale di Siracusa di diniego della concessione edilizia del 28 settembre 2009 per la realizzazione di un centro commerciale. Il TAR ha rigettato anche la domanda risarcitoria nei confronti del Comune di Siracusa.

pdfSentenza TAR Catania N._2323_2011.pdf

Nota di www.studiolegalegiuliano.eu
dott. Edoardo Di Mauro
Il T.A.R. Palermo ha dichiarato, con ordinanza depositata il 7 settembre 2011, non manifestamente infondata la sollevata questione di legittimità costituzionale dell'art. 30, comma 5, del d. lgs. 2 luglio 2010, n. 104, per violazione degli artt. 3, 24, 103 e 113 della Costituzione, rimettendola all'esame della Corte.
La norma, oggetto specifico del dubbio di legittimità costituzionale, attua una irragionevole compressione del diritto di difesa in giudizio della parte danneggiata.
"E' ampiamente nota la ratio posta alla base dei termini di decadenza previsti in materia di annullamento di atti giuridici emanati da poteri pubblici e da soggetti privati: si tratta dell'esigenza di certezza del diritto e di stabilità dei rapporti giuridici, connessa al rilievo che l'atto pone un assetto di interessi rilevante sul piano superindividuale.

Il bilanciamento fra il diritto degli interessati a sollecitare un sindacato giurisdizionale dell'atto, e l'interesse a definire sollecitamente la relativa vicenda in modo da non esporre ad un arco temporale eccessivamente lungo la sorte della fonte di un rapporto giuridico rilevante per una collettività di soggetti, consente di individuare nella previsione di un termine di impugnazione a pena di decadenza – purché il relativo termine sia ragionevole e non renda eccessivamente difficile l'esercizio del diritto – il soddisfacente punto di equilibrio del sistema.

L'azione risarcitoria, già sul piano strutturale, si pone al di fuori di questa problematica: l'esposizione del debitore, pubblico o privato, alla domanda di risarcimento non incide minimamente sulla dinamica dei rapporti giuridici di cui lo stesso soggetto è titolare, né sulla certezza delle situazioni e posizioni giuridiche correlate, rilevando solo sul piano della reintegrazione patrimoniale dello spostamento di ricchezza conseguente all'illecito.

Nella stessa sistematica del codice del processo amministrativo (art. 7, comma 4) il risarcimento del danno è incluso fra i "diritti patrimoniali consequenziali" all'annullamento del provvedimento lesivo".
Di seguito il testo dell'ordinanza:

Nota a cura di www.studiolegalegiuliano.eu
Avv. Corrado V. Giuliano; dott. Edoardo Di Mauro

Pubblichiamo il testo della sentenza del Consiglio di Stato, depositata in data 9 giugno 2009, e che accoglie definitivamente la prima class action contro al P.A. ai sensi del d.lgs. 198/2009. Ad essa è poi seguita la sentenza del T.A.R. Basilicata, recentemente pubblicata tra le nostre news, sull'azione contro gli inadempimenti sull'utilizzo della posta certificata.
Secondo il Consiglio di Stato è possibile esperire la class action contro il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, il Ministero dell'interno, Ministero dell'economia e delle finanze, il Ministero della pubblica amministrazione e dell'innovazione, per la mancata adozione del piano di riqualificazione dell'edilizia scolastica previsto dal d.p.r 81/2009, trattandosi di di un atto amministrativo generale ed obbligatorio.
Come stabilito dall'art. 1, comma 1 del d.lgs. 198/2009, al fine di ripristinare il corretto svolgimento della funzione o la corretta erogazione di un servizio, i titolari di interessi giuridicamente rilevanti ed omogenei per una pluralita' di utenti e consumatori possono agire in giudizio se derivi una lesione diretta, concreta ed attuale dei propri interessi, dalla violazione di termini o dalla mancata emanazione di atti amministrativi generali obbligatori e non aventi contenuto normativo.
Nel caso di specie la lesione concreta consiste nell'esistenza di classi cosiddette "pollaio" in quanto sovraffollate ed il Codacons, organizzazione che rappresenta la tutela dei diritti di utenti e consumatori, è legittimata ad agire come titolare di interessi giuridicamente rilevanti ed omogenei per la pluralità degli utenti del servizio scolastico, contro le indampienze dello Stato.
Di seguito la sentenza:

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