La nuova giurisprudenza della Corte costituzionale in materia di tutela dell'ambiente, iniziata con le sentenze n. 367 e 378 del 2007, ha ottenuto numerosi consensi in dottrina. Di questo nuovo indirizzo, dove si parla di materie in senso tecnico e non  di essenze o valori, è stato in particolare apprezzato che si ponga in evidenza "la collocazione che, in Costituzione, l'ambiente assume, quale valore prima e come materia poi". Poiché "l'ordinamento costituzionale, prima aderisce al valore, successivamente lo materializza, e poi, infine, lo spartisce fra i diversi livelli di governo". 

Il TAR del Veneto interviene sulla richiesta di autorizzazione pesaggistica per l'installazione di pannelli fotovoltaici integrati nel tetto di un'abitazione, presentato dal proprietario di un immobile sito di un'area soggetta a vincolo paesaggistico. Secondo il TAR il parere sfavorevole e vincolante della Soprintendenza è viziato da travisamento e difetto di motivazione. Affermare che un simile intervento possa alterare il panorama della zona, secondo il Tribunale amministrativo, non pare ragionevolmente sostenibile, in quanto il bene ragione del vincolo si trova a chilometri di distanza.

Il TAR del Lazio, con riferimento ad un ricorso di Codacons contro il Ministero per l'Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, Regione Lazio, Regione Toscana, Regione Lombardia, ed altri, ha stabilito che il fatto illecito, costituito dall'esposizione degli utenti del servizio idrico ricorrenti ad un fattore di rischio (l'amianto disciolto in acqua oltre i limiti consentiti in deroga dall'Unione Europea), è almeno in parte riconducibile alla violazione delle regole della buona amministrazione.

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