Resort sull'Isola di Capo Passero, tonnara in pericolo: Italia Nostra presenta atto di intervento ad adiuvandum nel ricorso promosso dall'Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana avanti al CGA per la Regione Siciliana

L'associazione Italia Nostra, con gli avvocati Corrado Giuliano e Nicola Giudice, è intervenuta nel giudizio promosso dall'Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana avanti al CGA per la Regione Siciliana relativo alla riforma della sentenza n.2105/2019 del Tar Sicilia Catania. Con tale sentenza il Tar Sicilia Catania ha disposto, in accoglimento del ricorso proposto dalla società appellata, l’annullamento del Decreto del Dirigente Generale del Dip.to Reg.le dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana n. 3701 del 30.07.2018 che, in accoglimento del ricorso gerarchico proposto dall’ associazione Legambiente Sicilia, aveva annullato il provvedimento n.7040 del 13.06.2017 della Soprintendenza per i Beni Culturali di Siracusa, di rilascio di nulla osta con prescrizioni e condizioni per la realizzazione di un progetto di ristrutturazione, con cambio di destinazione d’uso a turistico alberghiero, della Tonnara di Capo Passero, in favore della Società Amministrazione Pietro Bruno di Belmonte per le Tonnare di Capo Passero. 

Il progetto contestato prevede la realizzazione di un complesso turistico alberghiero costituito da 18 suite ubicate nell’area del rimessaggio barche, nonché da un ristorante di eccellenza, centro benessere, piscine e solarium nei locali della tonnara. 

Gli avvocati Corrado Giuliano e Nicola Giudice, incaricati dall'associazione, hanno dichiarato che modificare la destinazione d’uso della Tonnara, così come previsto dal progetto presentato, prevedendone una “rifunzionalizzazione” del tutto estranea a quella per la quale è stata concepita, realizzata e fruita per oltre settecento anni, distruggerebbe radicalmente il valore culturale e di testimonianza storica e simbolica della tonnara, ledendo il primario interesse di tutela del paesaggio e del patrimonio storico della Nazione garantita dall’art. 9 della Costituzione.

 L’intervento così come previsto, inoltre, si trova completamente in contrasto con gli artt. 1 e 2 del Piano Paesaggistico, il quale riconosce l’attivazione di forme di sviluppo volte a consolidare l’armatura storica del territorio come base di ogni ulteriore sviluppo insediativo, propositi che verrebbero sviliti dalla costruzione di 18 suites che ne stravolgerebbero inevitabilmente la morfologia dell’habitat tradizionale, la destinazione antropica e con essa la memoria e la testimonianza culturale di un affascinante esempio di monumento di archeologia industriale e pre-industriale.

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