Chiosco nella Piazza d'Armi del Castello Maniace. Italia Nostra ricorre avanti al TAR di Catania e alla Presidenza della Regione Siciliana

Italia Nostra interviene sul chiosco realizzato all'interno della Piazza delle Armi, antistante il Castello Maniace. Gli avvocati Corrado Giuliano e Nicoletta Piazzese, incaricati dall'associazione, hanno presentato ricorso avanti il TAR di Catania e un ricorso straordinario indirizzato al Presidente della Regione Siciliana. La decisione dopo le notizie apparse sulla stampa locale dove si paventavano irregolarità nel rilascio delle autorizzazioni e nella realizzazione del manufatto, un chiosco ancorato a terra su una base di cemento.

Riassumiamo brevemente la vicenda. Nel marzo 2017 l'Agenzia del Demanio indice una gara per la concessione temporanea (dai 2 ai 6 anni) della Piazza d'Armi sulla quale si affaccia il castello Maniace. La finalità è quella di incentivare la valorizzazione del sito anche attraverso l'organizzazione di eventi culturali, concerti etc. La concessione viene aggiudicata nel maggio 2017 all'Associazione Afro Asiatica del Turismo, unica concorrente, che già negli anni precedenti aveva avuto in gestione l'area. Nel novembre 2017 le parti sottoscrivono il contratto di concessione. L'associazione avvia l'iter amministrativo per la realizzazione del progetto. Dopo avere ottenuto i pareri favorevoli di Soprintendenza e Assessorato Regionale ai Beni Culturali, l'associazione assegnataria decide di modificare il progetto con il quale aveva vinto la gara. La nuova proposta prevede la realizzazione di una struttura fissa in cemento, e non temporanea come quella presentata nel precedente progetto, da adibire a chiosco bar. Il nuovo progetto ottiene parere favorevole della Soprintendenza e il permesso di costruire rilasciato dal Comune di Siracusa

Da un approfondimento dell'iter autorizzativo e della documentazione allegata al progetto, svolto dagli avvocati Corrado Giuliano, Salvatore Salerno e Nicoletta Piazzese, del collegio difensivo di Italia Nostra, emerge che nel parere espresso dalla Soprintendenza di Siracusa nel giugno 2017,  si fa esplicito riferimento all'immodificabilità della destinazione d'uso del sito e si autorizza l'installazione di stand, tipo tende o gazebi temporanei. Nella stessa relazione della Soprintendenza si limitano poi le attività alle sole manifestazioni culturali, di spettacolo e di intrattenimento. Soprintendenza che sembra smentire se stessa quando nel febbraio e nel maggio 2018, rilascia parere favorevole per la realizzazione del chiosco bar con base in cemento (un struttura non più temporanea ma fissa) e dei relativi impianti elettrici. Anche la destinazione d'uso nel frattempo è cambiata: la nuova struttura ha come unica ed esclusiva attività quella della somministrazione di  cibi e bevande, senza alcun collegamento con le finalità culturali indicate nel bando e nel parere. In presenza di un nuovo progetto che apportava “variante” della precedente destinazione d’uso, la Soprintendenza avrebbe dovuto invece predisporre idonea e motivata istruttoria da sottoporre al Dipartimento regionale dei Beni Culturali competente a valutare la nuova autorizzazione,

Nei ricorsi presentati da Italia Nostra si apprende poi di altre irregolarità dell'iter autorizzativo. L'Agenzia del Demanio, ad esempio, non ha acquisito l'autorizzazione del Demanio marittimo, obbligatoria nel caso in cui si eseguano nuove opere entro una zona di 30 metri dalla costa o dal ciglio dei terreni elevati sul mare. Il nuovo progetto risulta poi essere sprovvisto dell'autorizzazione paesaggistica, necessaria per la realizzazione di una nuova opera in un sito soggetto a vincolo paesaggistico, e di quella sismica. Il Comune di Siracusa sembra poi avere rilasciato illegittimamente il permesso di costruire in un'area esclusa dal Piano particolareggiato di Ortigia (PPO), permesso che avrebbe richiesto l'approvazione di varianti in Consiglio comunale ed una adeguata destinazione urbanistica. 

 

 

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