Bar realizzato nel piazzale adiacente al Castello Maniace di Siracusa: il TAR di Catania nomina un consulente d'ufficio per accertare eventuali difformità tra quanto realizzato ed il progetto approvato e autorizzato

Dichiarazione degli avvocati Corrado Giuliano, Nicoletta Piazzese e Salvo Salerno, componenti il collegio difensivo di Italia Nostra costituita nel giudizio cautelare avanti il TAR Catania, contro Senza Confine srl, a commento dell’ordinanza n. 1930/2018. 
 
Il TAR ha ritenuto di congelare lo “status quo” fino alla prossima udienza del 28 marzo, non sentendosi pronto a decidere solo sulla base degli accertamenti tecnici di Comune e Soprintendenza e, con prudenza (magari eccessiva), ha scelto di sottoporre la questione tecnica ad un verificatore, cioè un consulente d’ufficio. Non è passata quindi la tesi della società Senza Confine che tutto fosse in regola e che si trattasse di minime differenze di cantiere.
Piuttosto, semmai, il Tribunale ha tenuto conto delle argomentazioni contrarie, come introdotte dal collegio di difesa di Italia Nostra composto dagli avvocati Corrado Giuliano e Nicoletta Piazzese. Al riguardo va ricordato che il collegio di difesa di Italia Nostra ha versato nel giudizio anche il recente provvedimento di sgombero emesso dal Demanio marittimo  il quale conferma la ricadenza della struttura per intero nei 30 metri dal ciglio della costa, con violazione dell’articolo 55 del codice della navigazione, provvedimento che si appresta a divenire ormai definitivo ed attualmente non risulta neppure impugnato dalla società Senza Confine.
Ma se proprio vogliamo trovare un elemento nuovo e di un certo interesse, nell’ordinanza, è piuttosto il fatto che il TAR, nella sua motivazione, non ha dedicato un solo cenno di apprezzamento o anche solo di interesse alle argomentazioni del legale di Senza Confine relative alla presunta violazione dei suoi diritti di partecipazione e contraddittorio, nei procedimenti sanzionatori che l’avevano attinta. Il TAR, infatti, come detto prima, si è limitato alle sole questioni tecniche (quanta e quale difformità edilizia), rimettendole a un verificatore statale appositamente nominato, e lo ha fatto tenendo conto della gravità delle conseguenze che derivano dalla esecuzione in difformità, ed in particolare la decadenza della concessione demaniale.
Anche per questo motivo, noi continuiamo, più convintamente che mai, a ritenere che la vicenda abbia integrato una grave fattispecie di abuso non solo edilizio e quindi non ci fermeremo, non faremo cadere l’oblio su questa storia.>>
Siracusa, 16 ottobre 2018
 
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