La Procura della Repubblica di Siracusa ha aperto un'inchiesta sui progetti che prevedono la realizzazione di 71 villette e due centri commerciali e turistico ricettivi nel quartiere Epipoli, in un'area prossima al perimetro del Parco archeologico delle mura dionigiane, sottoposta a vincolo archeologico e paesaggistico. La Procura ha delegato ai Carabinieri della Sezione Tutela Patrimonio Culturale di Siracusa l'approfondimento della documentazione relativa all'iter amministrativo dei progetti. I PM dovranno valutare la rilevanza penale dei fatti anche in relazione ai ricorsi presentati dalle società AM Group e Open Land avanti il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana (CGA) per ottenere dalla Pubblica amministrazione un risarcimento danni milionario per la mancata realizzazione dei progetti edificatori.

Nel sito sono disponibili e consultabili gran parte degli atti relativi ai ricorsi in questione. La decisione della Procura, sollecitata e attesa da Legambiente, ha trovato ampio spazio nelle cronache locali della carta stampata e delle testate giornalistiche on line che proponiamo di seguito.

pdfLA_SICILIA_24_ottobre_2015.pdf

pdfGAZZETTA_DEL_SUD_24_ottobre_2015.pdf

pdfGIORNALE_DI_SICILIA_24_ottobre_2015.pdf

pdfLIBERTA'_24_ottobre_2015.pdf

Siracusanews, 23 ottobre 2015

 

Il Consulente tecnico d'uffico (CTU) Vincenzo Naso, incaricato dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana (CGA) di verificare e quantificare l'eventuale danno subito dalla società AM Group per il diniego della Soprintendenza di Siracusa alla realizzazione di 71 villette in zona Epipoli, soggetta a vincolo archeologico e paesaggistico, il 6 ottobre scorso ha presentato la relazione finale della perizia. IL CTU, malgrado le circostanziate obiezioni presentate dai consulenti tecnici di Legambiente e dall'Avvocatura dello stato, nella relazione ha quantificato il danno da riconoscere ad AM Group in oltre 246 milioni di euro.  

pdfRelazione tecnica d'ufficio, CTU Vincenzo Naso, 6 ottobre 2015.pdf

Il 7 settembre scorso il Consulente tecnico d'ufficio (d'ora in poi CTU), Vincenzo Naso, nominato dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana (d'ora in poi CGA) in relazione al ricorso della società AM Group contro il diniego della Soprintendenza di Siracusa per la realizzazione di 71 villette all'Epipoli, ha presentato alle parti lo Schema di relazione tecnica d'Ufficio.

Il Collegio aveva posto al CTU i seguenti quesiti: 1) verificare la compatibilità tra il rilascio della concessione edilizia e il vincolo archeologico indiretto che grava sui terreni interessati dal progetto e la compatibilità del progetto con la destinazione urbanistica prevista dal PRG; 2) verificare l'entità dell'eventule danno da diniego; 3) verificare la congruenza dei criteri di determinazione del danno risarcibile nella perizia di parte.

Di seguito si propone una sintesi delle conclusioni a cui è giunto il CTU nello Schema di relazione tecnica d'ufficio e delle osservazioni delle parti in causa. Si allega, inoltre, la versione integrale della documentazione in questione.

- SCHEMA DI RELAZIONE TECNICA D'UFFICIO

Il CTU Vincenzo Naso conclude che il progetto edificatorio presentato da AM Group risulta compatibile con le prescrizioni urbanistiche ed i vincoli imposti alle aree in questione. Il CTU quantifica il danno da diniego e conferma che i metodi valutativi adottati nella perizia di parte sono condivisibili ed appaiono prossimi alla congruità.

- OSSERVAZIONI ALLO SCHEMA DI RELAZIONE TECNICA D'UFFICIO

I consulenti tecnici di Legambiente, con relazione del 30 settembre 2015, insistono invece sulla inammissibilità ed insussistenza dei presupposti della domanda risarcitoria in quanto non vi è traccia di questa richiesta nel 1° grado; chiedono di valutare la portata del vincolo indiretto e i presupposti normativi imposti dal PRG per la validità ed efficacia delle convenzioni firmate e l'insorgere del diritto di edificazione (Legambiente sostiene, infatti, che il progetto edificatorio sia in contrasto con il vincolo archeologico e con quanto prescrive il Piano paesaggistico della provincia di Siracusa). Insistono poi sul fatto che le convenzioni appaiono nulle e/o annullabili in quanto al momento della conclusione entrambe le parti erano a conoscenza dell'esistenza dei vincoli sulle aree in questione.

Il consulente tecnico nominato da AM Group, nella relazione del 30 settembre 2015, condivide le premesse e le conclusioni dello schema di relazione tecnica d'ufficio. Non accetta tuttavia il contraddittorio sulle osservazioni mosse da Legambiente nelle diverse fasi del giudizio e sostiene che l'associazione ambientalista non abbia alcun interesse ad intervenire in relazione alla quantificazione del danno.

pdfSchema_di_relazione_tecnica d'ufficio.pdf

pdfOsservazioni consulenti tecnici Legambiente allo schema di relazione.pdf

pdfOsservazioni AM Group.pdf

Ad integrazione della documentazione agli atti proponiamo inoltre la 2^ memoria dell'Avvocatura dello Stato dell'Assessorato regionale dei beni culturali e dell'identità siciliana del 3 novembre 2014. Nella memoria l'Avvocatura insiste, tra l'altro, sulla legittimità e doverosità del diniego della Soprintendenza al progetto di edificazione in quanto il PRG non avrebbe dovuto superare le prescrizioni di vincolo archeologico di imposizione ministeriale; insiste, inoltre, sull'infondatezza della domanda risarcitoria in quanto AM Group all'atto di acquisizione del terreno conosceva l'esistenza di vincoli e prescrizioni.

pdfMemoria Avvocatura dello Stato.pdf

 

 

 

 

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