Il Comitato regionale siciliano di Legambiente, il WWF, l’Associazione movimento NO MUOS Sicilia, i comuni di Modica e Gela, e privati cittadini, insistono perché l’appello del Ministero della difesa, favorevole all’installazione del sistema di comunicazione militare MUOS, sia rigettato per il principio di precauzione.

Nella memoria del 15 febbraio scorso indirizzata al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana (CGA) contestano, in primo luogo, la carenza di professionalità e la mancanza di terzietà del Collegio dei verificatori (tre membri su cinque sono infatti di nomina ministeriale) chiamato a rispondere al quesito posto dal CGA, ovvero “… quale sia l’effettiva consistenza e quali siano gli effetti, anche sulla salute umana, delle emissioni elettromagnetiche generate dall’impianto MUOS, quando funzionante…”.

La relazione definitiva del Collegio dei verificatori, depositata il 29 gennaio 2016, si legge nella memoria, è poi viziata nel metodo e nel merito in quanto non è il risultato di quanto appurato dai verificatori attraverso la misurazione in loco dei campi elettromagnetici con l’impianto acceso, ma si limita a riportare i contenuti della documentazione fornita dall’Ambasciata degli Stati Uniti d’America e delle rilevazioni effettuate dall’ARPA Sicilia e dall’ISPRA, soggetti non terzi nella vicenda in oggetto in quanto organi della Regione Siciliana, parte del processo.

“I risultati contenuti nella relazione finale, afferma Corrado Giuliano (membro del collegio difensivo insieme a Nicola Giudice, Daniela Ciancimino, Antonella Bonanno, Sebastiano Papandrea, Paola Ottaviano, Claudia Virgadavola e Dionisio Nastasi,), non risolvono i dubbi circa l’assenza di effetti nocivi delle emissioni elettromagnetiche sulla salute umana, né sulla conformità di tali emissioni alla normativa in materia di tutela ambientale dell’area SIC “Sughereta di Niscemi”, né sulla sicurezza del traffico aereo civile”.

I Consulenti tecnici nominati dalle associazioni ambientaliste hanno confermato anche l’illegittimità delle autorizzazioni a suo tempo rilasciate per la realizzazione dell’impianto MUOS in violazione dei vincoli di inedificabilità assoluta imposti sull’area in questione.

“Va poi aggiunto, insiste l’avv. Giuliano, che le conclusioni del Collegio dei verificatori non hanno tenuto conto dell’obbligatorietà della procedura di Valutazione Incidenza Ambientale (VINCA), richiesta dalla Commissione Europea per garantire la tutela delle aree, come la “Sughereta di Niscemi”, che fanno parte della Rete Europea Siti Natura 2000. Tutte considerazioni, conclude l’avv. Giuliano, che dovrebbero indurre all’applicazione del principio di precauzione più volte invocato, da più parti, nel presente giudizio. L'azione dei pubblici poteri, infatti, deve tradursi in una prevenzione anticipata rispetto al consolidamento delle conoscenze scientifiche, anche nei casi in cui i danni siano poco conosciuti o solo potenziali, tenendo conto che la tutela della salute e dell’ambiente sono costituzionalmente prevalenti rispetto agli interessi della difesa”.

Siracusa, 24 febbraio 2016

pdfMEMORIA_CGA_15_febbraio_2016.pdf

Il 29 gennaio scorso è stata depositata la relazione finale del Collegio dei verificatori nominati dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana (CGA) per svolgere ulteriori approfondimenti circa la pericolosità per la salute delle persone e per l'ambiente dell'impianto MUOS di Niscemi. Nella sentenza non definitiva del 3 settembre 2015 il CGA aveva infatti ritenuto gli accertamenti tecnici disposti in primo grado insufficienti per fare chiarezza su questo importante aspetto.

Spetterà ora ai consulenti tecnici di parte studiare le conclusioni del Collegio e presentare le proprie controdeduzioni in vista dell'udienza del 25 febbraio prossimo. Ricordiamo che nel processo si sono costituite anche le associazioni Legambiente e WWF, rappresentate in giudizio dagli avvocati Corrado Giuliano, Nicola Giudice, Daniela Ciancimino ed Antonella Bonanno. 

Le controparti, nel ricorso intentato dal Ministero della difesa in favore della realizzazione dell'impianto MUOS, avevano già avanzato forti dubbi sull'imparzialità del Collegio dei tecnici verificatori, composto da tre membri di nomina ministeriale su 5 componenti complessivi. Un ulteriore aspetto che ha destato forti perplessità è stata la decisione del Collegio di non effettuare misurazioni in concreto con l'impianto MUOS acceso (misurazioni bloccate dalla Prefettura di Caltanissetta in attesa di valutare le precauzioni da adottare per evitare rischi per la popolazione) e di basarsi sui dati di funzionamento dell’impianto prodotti dall’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma.

Lo stesso Collegio, dichiarando nella relazione che le conclusioni della verificazione “non sono applicabili senza ulteriori approfondimenti a differenti condizioni di funzionamento dell’impianto”, implicitamente ammette di non avere risposto in modo esauriente e definitivo al quesito posto dal CGA circa la pericolosità dell'impianto MUOS.

Per ulteriori approfondimenti, rendiamo disponibile di seguito il testo completo della relazione di verificazione pubblicata sul sito della rivista di diritto amministrativo Giurdanella.it (http://www.giurdanella.it).

Relazione di verificazione impianto MUOS, 1^ parte

Relazione di verificazione impianto MUOS, 2^ parte

Relazione di verificazione impianto MUOS, 3^ parte

Volevano realizzare un resort di lusso ed un campo da golf, incluso un laghetto artificiale, in località Ognina, in provincia di Siracusa, ma sembra abbiano deciso di rinunciare a questo investimento spostando il propro interesse verso l'isola di Cipro. La One & Only, catena di resort di lusso, forse si accontenterà di realizzare un villaggio turistico, così come era previsto dal progetto iniziale. 

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