Accertamento postumo della compatibilità paesaggistica: si esprime

Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 19 ottobre 2020, n. 6300 

La fattispecie in questione riguarda un’area agricola soggetta a vincolo paesaggistico. Nel 2007 , con regolari autorizzazioni, viene iniziata un’attività di ristrutturazione e cambi di destinazioni d’uso. Per sanare alcune difformità rilevate durante gli interventi il proprietario ha presentato istanza di compatibilità paesaggistica e di accertamento di conformità, respinta dal comune per il parere negativo espresso della soprintendenza, a causa della rilevata presenza di incrementi volumetrici nell’ambito dell’edificio principale. Il Consiglio di Stato così si pronuncia “Ai sensi dell’art. 167, comma 4, lett. a), del D.Lgs. n. 42/2004 l'accertamento postumo della compatibilità paesaggistica, è consentito esclusivamente in relazione a quei lavori che non abbiano determinato creazione di superfici utili o volumi ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati. In presenza di incrementi di superficie o cubatura, anche di modesta entità, la norma impedisce tassativamente il rilascio della sanatoria paesaggistica, per cui la reiezione della relativa istanza assume carattere vincolato.”

Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 19 ottobre 2020, n. 6300

 

 

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