Competenza funzionale nel giudizio di ottemperanza: la sentenza del Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 29 settembre 2020, n. 5727

Nel giudizio di ottemperanza il codificato criterio di regolazione della competenza, ex art. 113 c.p.a., è ispirato al principio secondo cui il giudice che ha emesso la sentenza è naturaliter il più idoneo ad assicurare l'interpretazione della portata effettiva e la conseguente esecuzione satisfattoria del decisum. Nell’ipotesi in cui il dispositivo in appello contenga statuizioni che evidenzino uno scollamento dal percorso motivazionale e conseguentemente dal dispositivo della decisione di primo grado gravata, ossia nei casi in cui emergano formule come “respinto con diversa motivazione”, la competenza è del Consiglio di Stato.

Nel giudizio di ottemperanza nel caso in cui la decisione resa in fase di gravame, di rigetto del proposto appello, risulta assunta in piena adesione al percorso motivazionale della decisione impugnata di prime cure, avuto riguardo allo scrutinio delle medesime ragioni di doglianza, sia la domanda di ottemperanza ex art 112, commi 1 e 3, formulata in via incidentale, sia la richiesta di chiarimenti ex art. 112, comma 5, articolata in principalità, devono ritenersi rimessi alla competenza (di carattere funzionale ed inderogabile: cfr. art. 14, comma 3 c.p.a.) del giudice di primo grado, dinanzi al quale entrambe potranno essere riproposte, nei limiti temporali di cui all’art. 114, comma 1, c.p.a.

Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 29 settembre 2020, n. 5727

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