Procura ad litem rilasciata dalla parte al difensore dopo la notifica del ricorso: è sanabile il difetto di rappresentanza in ambito processuale?

T.a.r. Campania, Napoli, Sez. IV, sentenza 9 luglio 2020 n. 2963

E’ inammissibile un ricorso giurisdizionale nel caso in cui risulti comprovato che la procura alle liti sia stata rilasciata dalla parte al difensore successivamente alla notifica del ricorso stesso. La sentenza in esame  ha ribadito il principio secondo cui gli atti posti in essere da soggetto privo, anche parzialmente, del potere di rappresentanza possono essere ratificati con efficacia retroattiva (salvi i diritti dei terzi) non opera nel campo processuale, ove la procura alle liti costituisce il presupposto della valida instaurazione del rapporto processuale e può essere conferita con effetti retroattivi solo nei limiti stabiliti dall'art. 125 del c.p.c., il quale dispone che la procura al difensore può essere rilasciata in data posteriore alla notificazione dell'atto, purché anteriormente alla costituzione della parte rappresentata, e sempre che per l'atto di cui trattasi non sia richiesta dalla legge la procura speciale, come nel caso del ricorso per Cassazione, restando conseguentemente esclusa, in tale ipotesi, la possibilità di sanatoria e ratifica.

Tar Campania, Napoli, sez. IV, sentenza 9 luglio 2020 n. 2963

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