Accordo tra avvocato e cliente sull’entità del compenso professionale ex art. 2233 c.c.: necessaria la forma scritta

Tribunale di Verona, sez. III civile, sentenza 5 dicembre 2019

Non integra il requisito della forma scritta ad substantiam, richiesto dall’art. 2233, ultimo comma, c.c. per l’accordo tra avvocato e cliente sull’entità del compenso professionale una lettera indirizzata dal professionista al cliente nel quale il primo riepiloghi  le cause che, fino a quel momento, aveva seguito per conto del cliente e quantifichi  compensi che gli erano dovuti per tali attività, precisando che si trattava di posizioni per le quali erano “stati concordati i relativi importi dovuti”. Anche a voler attribuire a tale dichiarazione valenza di confessione stragiudiziale del convenuto essa non sarebbe idonea ad integrare il predetto requisito formale atteso che, secondo il consolidato orientamento della Cassazione: “Quando, per l'esistenza di un determinato contratto, la legge richieda, a pena di nullità, la forma scritta, alla mancata produzione in giudizio del relativo documento non può supplire il deposito di una scrittura contenente la confessione della controparte in ordine alla pregressa stipulazione del contratto ‘de quo’, nemmeno se da essa risulti che quella stipulazione fu fatta per iscritto”.

Tribunale di Verona, sez. III civile, sentenza 5 dicembre 2019

 

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