Interesse ad agire in sede di impugnazione di strumenti urbanistici che non incidono direttamente su aree di proprietà del ricorrente: la sentenza del Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 10 febbraio 2020, n.1011

Nel caso di impugnazione di strumenti urbanistici, anche particolareggiati, o di loro varianti che non incidono direttamente su aree di proprietà della parte ricorrente è necessaria l’allegazione di prove in ordine ai concreti pregiudizi subiti, che comunque non possono risolversi nel generico danno all'ordinato assetto del territorio, alla salubrità dell'ambiente e ad altri valori la cui fruizione potrebbe essere rivendicata da qualsiasi soggetto residente, anche non stabilmente, nella zona interessata dalla pianificazione. La cosiddetta vicinitas, vale a dire lo stabile collegamento con la zona interessata dall’intervento destinato ad incidere sulle proprietà del ricorrente, può certamente ritenersi fondamento della legittimazione ad agire “purché sia accompagnata anche dalla presenza di una lesione concreta ed attuale della posizione soggettiva di chi impugna il provvedimento”. Non è dunque sufficiente lo stabile collegamento con l’area interessata dall’intervento edilizio a comprovare anche l’interesse a ricorrere.

Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 10 febbraio 2020, n.1011

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