La notifica in forma telematica eseguita nell'ultimo giorno utile dopo le ore 21 può ritenersi tempestiva?

Corte di Cassazione, sez. I civile, sentenza 22 giugno 2020 n. 12224

A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 75 del 19 marzo 2019, deve ritenersi tempestiva la notifica dell'appello avvenuta in forma telematica dopo le 21,00 dell'ultimo giorno utile, atteso che la consegna fuori orario non impedisce la legale ed effettiva conoscenza dell'atto e la costituzione del rapporto processuale. E’ stato ricordato che la Corte Costituzionale con sentenza n. 75 del 19 marzo 2019 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 16-septies del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 (Ulteriori misure urgenti per la crescita del paese), convertito, con modificazioni, nellalegge17 dicembre 2012, n. 221, inserito dall'art. 45-bis, comma 2, lettera b), del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 (Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari), convertito, con modificazioni, nella legge 11 agosto 2014, n. 114, nella parte in cui prevede che la notifica eseguita con modalità telematiche la cui ricevuta di accettazione è generata dopo le ore 21 ed entro le ore 24 si perfeziona per il notificante alle ore 7 del giorno successivo, anziché al momento di generazione della predetta ricevuta.

La Corte ha evidenziato che il divieto di notifica per via telematica oltre le ore 21 risulta, infatti, introdotto nella prima parte del censurato art. 16-septies del d.l. n. 179 del 2012, allo scopo di tutelare il destinatario, per salvaguardarne, cioè, il diritto al riposo in una fascia oraria (dalle 21 alle 24) in cui egli sarebbe stato, altrimenti, costretto a continuare a controllare la propria casella di posta elettronica. Solo in virtù di detta esigenza si giustifica la fictio iuris secondo cui il perfezionamento della notifica - effettuabile dal mittente fino alle ore 24 (senza che il sistema telematico possa rifiutarne l'accettazione e la consegna) - è differito, per il destinatario, alle ore 7 del giorno successivo. Secondo il Giudice non è giustificabile anche la corrispondente limitazione nel tempo degli effetti giuridici della notifica nei riguardi del mittente, al quale - senza che ciò sia funzionale alla tutela del diritto al riposo del destinatario e nonostante che il mezzo tecnologico lo consenta - viene impedito di utilizzare appieno il termine utile per approntare la propria difesa, ossia il termine che l'art. 155 cod. proc. civ. computa «a giorni» e che, nel caso di impugnazione, scade, appunto, allo spirare della mezzanotte dell'ultimo giorno. Nel caso di specie, alla stregua della declaratoria di illegittimità costituzionale di cui si è detto, è stata pertanto ritenuta tempestiva la notifica dell’appello eseguita telematicamente alle ore 23.49.52, come da avviso di accettazione generato dal sistema, dell'ultimo giorno utile per la proposizione del gravame.

Corte di Cassazione, sez. I civile, sentenza 22 giugno 2020 n. 12224

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