Copie di riviste e quotidiani diffuse abusivamente su Telegram: il provvedimento di sequestro della Procura di Bari

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, provvedimento di sequestro preventivo di urgenza, 26 aprile 2020

Il provvedimento con cui la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari ha disposto il sequestro, mediante inibizione immediata dell’accesso, di numerosi canali Telegram (nota piattaforma di messaggistica istantanea) mediante i quali, secondo le indagini, sono state diffuse abusivamente copie digitali dei principali quotidiani apre gli scenari ad interessanti profili giurisprudenziali. Si tratta di un fenomeno su cui è intervenuta l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni AGCOM (la quale, pur ritenendo di avere limiti nella sua azione, ha condiviso l’allarme degli editori sollecitando l’intervento di Telegram, avvenuto solo parzialmente) e che, secondo alcune stime, provocherebbe danni all’editoria quantificabili in circa 670.000 euro al giorno, corrispondenti a poco meno di 250 milioni di euro l’anno.Diversi i profili di interesse del provvedimento, nel quale si ipotizzano, nei confronti di persone in corso di identificazione, quattro fattispecie di reato (accesso abusivo a sistema informatico,furto, violazione della legge sul diritto d’autore, riciclaggio). 

Il provvedimento conclude soffermandosi sulla possibilità di procedere al sequestro di siti e pagine web, ricordando come la giurisprudenza, con orientamento costante, ritenga "legittimo il sequestro preventivo mediante 'oscuramento' di un intero sito telematico o di una pagina web, imponendo al fornitore di connettività o al soggetto che detiene la risorsa elettronica di porre in essere le operazioni tecniche necessarie per rendere il sito o la pagina non consumabili all’esterno" con la conseguenza che, ove ricorrano i presupposti del fumus commissi delicti e del periculum in mora, "è ammissibile, il sequestro preventivo di un sito web o di una singola pagina telematica, anche imponendo al fornitore dei relativi servizi di attivarsi per rendere inaccessibile il sito o la specifica risorsa telematica incriminata".

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, sequestro preventivo di urgenza, 26 aprile 2020

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