Servizio idrico: se l'impianto di depurazione non funziona tocca alla Regione restituire la tariffa all'utente

Corte di Cassazione, Sez. III Civile, sentenza 11 febbraio 2020, n. 3314

Se l'impianto di depurazione delle acque non è funzionante, è legittima la richiesta di ripetizione della quota di tariffa versata dall'utente. A restituire quanto indebitamente versato è la Regione che, in qualità di proprietaria dell'impianto, risponde per l'azienda speciale che gestisce il servizio, realizzandosi in tal caso una forma di “cooperazione del terzo nell'inadempimento”. Questo è quanto stabilito dalla Cassazione con la sentenza in esame.Come affermato dalla Consulta, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 14 co. 2 della legge n. 36/1994 e dell'art. 155 co. 1 del d.lgs n. 152/2006 non sussiste obbligo di pagamento del corrispettivo per il servizio, se gli impianti di depurazione siano assenti o temporaneamente inattivo, poiché all'obbligo di pagamento non è ricollegabile alcuna prestazione. Il caso trae origine dalla richiesta con la quale un utente del servizio idrico del Comune di Napoli aveva chiesto la restituzione delle somme versate a titolo di corrispettivo per la depurazione delle acque, a causa del malfunzionamento dell'impianto di depurazione sito a Cuma.

Corte di Cassazione, Sez. III Civile, sentenza 11 febbraio 2020, n. 3314

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