Danni da invalidità permanente: non si applica lo scarto tra vita fisica e lavorativa

Corte di Cassazione, sez. III civile, sentenza 9 maggio 2017, n. 11209

In tema di liquidazione dei danni patrimoniali da invalidità permanente in favore del soggetto leso o da morte in favore dei superstiti, ove il giudice di merito utilizzi il criterio della capitalizzazione del danno patrimoniale futuro, adottando i coefficienti di capitalizzazione della rendita fissati nelle tabelle di cui al r.d. 9 ottobre 1922, n. 1403, egli deve adeguare detto risultato ai mutati valori reali dei due fattori posti a base delle tabelle adottate (aumento della vita media e diminuzione del tasso di interesse legale) o aggiornando il coefficiente di capitalizzazione tabellare o non riducendo più il coefficiente a causa dello scarto tra vita fisica e vita lavorativa.

Corte di Cassazione, sez. III civile, sentenza 9 maggio 2017, n. 11209

 

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