Il Covid-19 e la proclamazione di uno sciopero generale durante il periodo di emergenza sanitaria: la delibera della Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali

La delicata quanto complessa situazione a carattere epidemiologico relativa al contagio da Covid-19 che si è sviluppata in Italia e in tutto il mondo ha portato la Commissione di garanzia in data 24 febbraio a rivolgere un fermo invito a tutte le Organizzazioni sindacali ed alle Associazioni professionali affinché non fossero attuate astensioni collettive dal 25 febbraio al 31 marzo 2020, per evitare un ulteriore aggravio alle Istituzioni coinvolte nell’attività di contenimento della diffusione del virus; con successive note del 17 marzo e del 26 marzo la stessa Commissione ha rinnovato tale fermo.Con nota del 21 marzo 2020, un’organizzazione sindacale ha proclamato per il successivo 25 marzo uno sciopero generale di 24 ore per tutte le unità produttive pubbliche e private, richiamando le deroghe previste dall’art. 2, comma 7, della legge 12 giugno 1990, n. 146, come modificato dalla legge 11 aprile 2000, n. 83. La motivazione dello sciopero era basata sulla decisione del Governo di “mantenere aperti e funzionanti le aziende e gli uffici non essenziali ai fini del contrasto dell’espandersi della pandemia da Covid-19”, nonostante fosse ritenuto indispensabile evitare qualsiasi contatto tra le persone.

 

Lo sciopero generale come proclamato non è stato considerato compatibile con la grave situazione di emergenza registrata in Italia, considerato peraltro che è stato annunciato con diverse articolazioni e forme di attuazione distinte per tipologia di lavoratori dei vari servizi pubblici essenziali, dove l’Organizzazione sindacale si è addirittura riservata per taluni settori di comunicare successivamente eventuali ulteriori modalità di svolgimento per categorie o ambiti territoriali. Di conseguenza, la Commissione ha deliberato di aprire il procedimento di valutazione del comportamento sindacale ai sensi degli artt. 4, comma 4 quater, e 13, comma 1, lett. i), della legge n. 146/1990 e successive modificazioni, per diverse violazioni intervenute nella proclamazione dello sciopero. In particolare, la Commissione ha contestato all’Organizzazione proclamante: il mancato rispetto del termine di preavviso; la mancata garanzia delle prestazioni indispensabili; il mancato rispetto della regola, prevista da diverse discipline di settore, che prevede la sospensione delle astensioni in casi di avvenimenti eccezionali di particolare gravità, di calamità naturali, di stati di emergenza dichiarati dall’Autorità competente. All’Organizzazione sindacale proclamante è stato fornito un periodo di trenta giorni dalla notifica della delibera per presentare osservazioni ovvero per richiedere di essere sentita.

Delibera Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali 26 marzo 2020 n. 20.89

© 2017 studio legale Giuliano. All Rights Reserved.