PEC inviata a indirizzo non presente in pubblici elenchi: errore scusabile?

Consiglio di Stato, sez.III., sentenza 22 ottobre 2019, n. 7170

Il Consiglio di Stato ha fatto definitivamente il punto sulla validità o meno di una notifica PEC effettuata dal professionista ai sensi della legge 53/1994 ad un indirizzo PEC non presente nei pubblici elenchi. Il Consiglio di Stato, con una decisione condivisibile, ha accolto l’appello, ritendo che nel caso di specie andava sicuramente concesso il beneficio della rimessione in termini ex art. 37 del c.p.a., il quale dispone che “Il giudice può disporre, anche d’ufficio, la rimessione in termini per errore scusabile in presenza di oggettive ragioni di incertezza su questioni di diritto o di gravi impedimenti di fatto”. Il Collegio è pervenuto a tale decisione dopo aver passato in rassegna tutta la normativa, di fonte primaria e secondaria, che disciplina le notifiche a mezzo PEC in ambito PAT e, all’esito di tale attenta disamina, non può che confermare come nella materia amministrativa (nonchè in quella civile e stragiudiziale) tra i pubblici elenchi validi ed utilizzabili per estrapolare l’indirizzo PEC del destinatario, non è più presente, dal 2014, l’Indice delle Pubbliche Amministrazioni, meglio noto con l’acronimo I.P.A.

Consiglio di Stato, sez.III , sentenza n. 7170.2019

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