Alla Corte costituzionale la legge della Regione Sicilia che prevede la gestione diretta dei Comuni del servizio idrico

Tar Sicilia, Palermo, sez. I, ordinanza 26 luglio 2019, n. 1940

E’ rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4, commi 1 e 2, l. reg. Sicilia 11 agosto 2017, n. 16, per contrasto con gli artt. 117, comma 2, lett e), 97, commi 1 e 2, 119, commi 1 e 4, e 136 Cost., nella parte in cui prevede la gestione diretta dei comuni del servizio idrico, in tal modo disattendendo i princìpi dell’art. 149-bis, d.lgs. n. 152 del 2006. Tale art. 4, commi 1 e 2, della cui legittimità costituzionale si dubita, riproduce, quanto meno sul piano dell’effetto dispositivo, il medesimo assetto normativo già censurato dalla Corte con riferimento alla gestione diretta del servizio idrico da parte dei comuni, prevedendo una soluzione normativa che, di fatto, produce il risultato di vanificare gli effetti della precedente pronuncia di illegittimità costituzionale, e di riprodurre gli effetti delle norme già dichiarate illegittime.

Un secondo profilo di illegittimità costituzionale che appare non manifestamente infondato è quello che evoca il parametro di cui all’art. 117, secondo comma, lett e), della Costituzione, essendo la disposizione in esame affetta dal medesimo profilo di illegittimità costituzionale già accertato dalla Corte con riferimento alla precedente disposizione avente identico contenuto e significato normativo. Un ulteriore profilo di non manifesta infondatezza riguarda poi il contrasto con i parametri costituiti dall’art. 119, commi primo e quarto, e dall’art. 97, commi primo e secondo, della Costituzione.

Tar Sicilia,Palermo, sez. I, ordinanza n. 1940.2019

 

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