Ripristino della fornitura d'acqua dei condomini morosi: annullata l'ordinanza contingibile e urgente adottata dal Sindaco

Tar Puglia, Bari, sez. II, sentenza 24 giugno 2019, n. 886

É affetta da sviamento di potere l'ordinanza contingibile e urgente adottata dal Sindaco ai sensi dell'articolo 50, comma 5, del Dlgs n. 267/2000 (Tuel) che ingiunge alla società gestrice del servizio idrico di ripristinare immediatamente e a tempo indeterminato la fornitura d'acqua a favore dei condomini morosi. Il Comune, infatti, è del tutto estraneo al rapporto privatistico gestore-utente e non può quindi dirimere tale controversia tra privati a vantaggio di una parte, anche se questa è inadempiente per ragioni di ordine economico-sociale.Il Collegio ha ribadito che il ricorso all'ordinanza di necessità ed urgenza “si configura [...] quale rimedio straordinario che l'amministrazione ha a disposizione per fronteggiare situazioni eccezionali ed imprevedibili, non altrimenti governabili”. Questa fisionomia peculiare dell'ordinanza fa sì che uno dei suoi caratteri immancabili sia quello della provvisorietà; elemento assente nell'ordinanza in esame, adottata senza termine finale di efficacia.

Non può essere invocato a sostegno delle ragioni comunali l'articolo 3 comma 1 lett. a) del Dpcm del 29 agosto 2016, per il quale: “in nessun caso è applicata la disalimentazione del servizio agli utenti domestici residenti che versano in condizioni di documentato stato di disagio economico-sociale (...), ai quali è in ogni caso garantito il quantitativo minimo vitale pari a 50 litri abitante giorno”; in questo caso è proprio l'ordinanza impugnata a non tenere conto di tale misura, “tanto da limitarsi a ordinare tout court il ripristino integrale della fornitura per un tempo indeterminato”.

Tar Puglia, Bari, sez. II, sentenza n. 886.2019

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