Giudizio amministrativo: le ipotesi di annullamento con rinvio al giudice di primo grado hanno carattere eccezionale e tassativo

Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, sentenza 30 luglio 2018, n. 11

Dato il principio dell'effetto devolutivo/sostitutivo dell'appello, le ipotesi di annullamento con rinvio al giudice di primo grado hanno carattere eccezionale e tassativo e non sono suscettibili di interpretazioni analogiche o estensive. Non costituisce ipotesi di annullamento con rinvio né l'erronea dichiarazione di irricevibilità, inammissibilità o improcedibilità del ricorso di primo grado, giacché la chiusura in rito del processo, per quanto erronea, non determina, ove la questione pregiudiziale sia stato oggetto di dibattitto processuale, la lesione del diritto di difesa, né tanto meno un caso di nullità della sentenza o di rifiuto di giurisdizione; né la violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, pur nell'ipotesi in cui si sia tradotta nella mancanza totale di pronuncia da parte del giudice di primo grado su una delle domande del ricorrente.

Al contrario, costituisce un'ipotesi di nullità della sentenza che giustifica l'annullamento con rinvio al giudice di primo grado il difetto assoluto di motivazione. Esclusa qualunque rilevanza del semplice difetto di "sufficienza" della motivazione", tale anomalia si identifica, oltre che nella mancanza assoluta di motivi sotto l'aspetto materiale e grafico, nel contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili, nella motivazione meramente assertiva, tautologica, apodittica oppure obiettivamente incomprensibile: quando, cioè, le anomalie argomentative sono di gravità tale da collocare la motivazione al di sotto del "minimo costituzionale" di cui all'art. 111, comma 5, Cost. Poiché la disciplina dei rapporti tra giudice di primo grado e giudice d'appello ha natura indisponibile, fermo restando l'onere di articolare specifici motivi di appello e il generale principio di conversione della nullità in motivi di impugnazione, a fronte di ipotesi rientranti nell'annullamento con rinvio, il giudice d'appello deve procedere all'annullamento con rinvio anche se la parte omette di farne esplicita richiesta o chiede espressamente che la causa sia direttamente decisa in secondo grado. Viceversa, nei casi in cui non si applica l'art. 105 c.p.a., la possibilità per il giudice di appello di pronunciarsi sulla domande o sulle domande non esaminate in primo grado o erroneamente dichiarate irricevibili, inammissibili o improcedibili, presuppone necessariamente che, ai sensi dell'art. 101, comma 2, tali domande siano oggetto di rituale riproposizione, operando, altrimenti, la presunzione di rinuncia stabilita dallo stesso articolo, con conseguente inammissibilità per difetto di interesse dell'appello proposto senza assolvere all'onere di riproposizione.

Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, sentenza n. 11.2018

 

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