Il contenzioso sugli atti delle commissioni di gara e di concorso: la sentenza del TAR Puglia

TAR Puglia, Bari, sez. III, sentenza 25 giugno 2018, n. 934

Il TAR Puglia torna a esaminare gli atti amministrativi degli organi collegiali tecnici, ad elevato indice di specializzazione e a basso indice di discrezionalità amministrativa quali commissioni di esame, di concorso, di gara, le commissioni di disciplina e i collegi sindacali (revisori dei conti). I principi basilari sono comuni, sebbene non vi sia una disciplina legislativa comune. In assenza di un espresso obbligo di specifica verbalizzazione imposto dal disciplinare di gara, non vi è ragione per derogare dal principio generale secondo il quale gli apprezzamenti dei commissari sono destinati ad essere assorbiti nella decisione collegiale finale, costituente momento di sintesi della comparazione e composizione dei giudizi individuali; mentre la separata enunciazione dei punteggi attribuiti dai singoli commissari assume valore di formalità interna relativa ai lavori della commissione i cui giudizi, ai fini della verbalizzazione e della pubblicità esterna, sono sufficientemente documentati con la sola attribuzione del voto complessivo finale.

Nelle gare pubbliche da aggiudicarsi sulla base del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, l'Amministrazione non applica scienze esatte, che conducono a un risultato certo e univoco, ma formula un giudizio tecnico connotato da un fisiologico margine di opinabilità, per sconfessare il quale non è sufficiente evidenziarne la mera non condivisibilità, dovendosi piuttosto dimostrare la sua palese inattendibilità e l'evidente insostenibilità. Il verbale delle riunioni delle commissioni di gara e di concorso non è per sua natura un atto collegiale ma solo un documento che attesta, con le dovute garanzie legali, il contenuto di una volontà collegiale.

TAR Puglia, Bari, sez. III, sentenza n. 934.2018

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