Immissioni di fumo: l’assenza di un danno biologico non osta al risarcimento del danno non patrimoniale per la lesione del diritto al normale svolgimento della vita familiare

Corte di Cassazione, sez. II civile, ordinanza 1 ottobre 2018, n. 23754

La Corte di Cassazione pur escludendo la ricorrenza di un pregiudizio alla salute delle parti istante tale da potersi configurare come danno biologico, ha confermato la sussistenza di un danno non patrimoniale, evidenziato dal complessivo materiale probatorio raccolto dal quale si evince un quadro chiaro dei disagi e sofferenze patiti dalle attrici nel diritto al normale svolgimento della vita familiare. Questo è il principio di diritto espresso con l’ordinanza in esame, al termine di una vicenda iniziata da una richiesta al Tribunale di Agrigento di due proprietarie di appartamenti affinché la convenuta fosse condannata a rimuovere in via di urgenza una canna fumaria apposta lungo una facciata condominiale e a risarcire i danni da loro subiti ex art. 844 c.c. in materia di immissioni.

La nota decisione della Corte Suprema n. 20198/2016 ha chiarito che permane la distinzione tra tutela civilistica e amministrativa delle immissioni nonostante l’entrata in vigore dell’art. 6-ter d.l. n. 208/2008; in forza di tale distinzione il diritto al risarcimento del danno per immissioni non è subordinato all’accertamento in concreto del superamento dei limiti di legge. Il giudice civile è tenuto a concedere il risarcimento qualora vi sia stata una violazione conclamata dei limiti di legge delle immissioni, ma è comunque chiamato ad esaminare e decidere anche i casi in cui nel processo sottoposto al suo vaglio non sia stata fornita prova del superamento di detti limiti di tolleranza posti dalla legge in ambito amministrativo.

Corte di Cassazione, sez. II civile, ordinanza n. 23754.2018

 

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