Titoli edilizi: quando possono essere annullati in via di autotutela?

Consiglio di Stato, sez. IV, 7 settembre 2018, n. 5277

L'annullamento d'ufficio di un titolo edilizio, successivamente valutato illegittimo ex art. 21 nonies della legge n.241 del 1990, deve essere motivato in relazione alla sussistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale e tener conto degli interessi dei privati coinvolti, fermo restando il rispetto del termine di diciotto mesi ivi previsto; il decorso di tale termine onera l'amministrazione del compito di valutare se l'annullamento risponda ancora a un effettivo e prevalente interesse pubblico. Il Consiglio di Stato ha confermato la pronuncia con la quale il Tar Campania –Napoli aveva accolto il ricorso proposto contro il provvedimento con il quale il Comune di Telese Terme (nel 2014) aveva annullato in autotutela due permessi di costruire, aventi ad oggetto, rispettivamente, "il cambio di destinazione d'uso di un fabbricato esistente da autorimessa pubblica in commistione funzionale ad edificio di interesse pubblico" e "l'ampliamento e completamento funzionale di un edificio di interesse pubblico da destinare a struttura sanitaria ed amministrativa del distretto sanitario di Telese".

Provvedimento che il Comune irpino aveva adottato a parecchi anni di distanza dal rilascio dei titoli edilizi (il primo nel 2004, l'altro nel 2007) con la seguente motivazione : « i [permessi di costruire] avrebbero [...] integrato un inammissibile cambio d'uso di un immobile destinato al soddisfacimento di uno standard urbanistico previsto in PRG (rimessa di autobus), onde soddisfare una diversa esigenza (distretto sanitario ASL) ove non possono essere realizzate opere di urbanizzazione secondaria ». Di qui la pronuncia di Palazzo Spada che ha ritenuto tale motivazione incongrua per due ordini di motivi: la mancata comparazione dell'interesse pubblico con quello privato alla conservazione dei permessi di costruire consolidatosi in capo alla ricorrente per effetto del lungo lasso di tempo trascorso dal rilascio dei titoli edilizi; l'omessa dimostrazione che la perdita di parcheggi pubblici avesse recato "pregiudizio al corretto sviluppo urbanistico dell'area e alla pianificazione del territorio".

Consiglio di Stato, sez. IV, n. 5277.2018

 

© 2017 studio legale Giuliano. All Rights Reserved.