Procedimento amministrativo: quando opera il silenzio assenso ex art. 17-bis, Legge n. 241/1990 tra P.A.?

Tar Campania, sez. IV, sentenza 20 settembre 2018, n. 5547

Affinché operi l’istituto del silenzio-assenso di cui art. 17-bis della Legge 7 agosto 1990, n. 241 è necessario rispettare alcune condizioni oggettive e soggettive che devono essere puntualmente verificate nel corso dell’istruttoria da parte dell’Amministrazione procedente. Nel caso di specie un istituto scolastico aveva presentato un’istanza tesa al riconoscimento dello status di scuola paritaria. La P.A. aveva rigettato la richiesta, evidenziando come gli ispettori deputati allo svolgimento dell’istruttoria avessero rilevato una serie di criticità ostative a tale riconoscimento. Avverso tale atto era insorta la scuola, rilevando che sull’istanza presentata dovesse intendersi formato il silenzio assenso ex art. 17-bis della l. n. 241/1990, stante la mancata adozione entro il termine ex lege previsto di un provvedimento motivato di rigetto.

 

Il Collegio si è dapprima soffermato sulla tesi fatta valere dal ricorrente circa la formazione del silenzio assenso ex art. 17-bis, Legge n. 241/1990, stigmatizzandone la fondatezza; il nuovo istituto del silenzio assenso tra Amministrazioni pubbliche di cui al citato art. 17-bis si configura infatti alla stregua di silenzio-assenso endoprocedimentale, differenziandosi da quello previsto dall’art. 20 della l. n. 241/1990 nei rapporti tra pubblica Amministrazione e privati, che è invece qualificabile come silenzio provvedimentale. In tutti i casi in cui il procedimento amministrativo è destinato a concludersi con una decisone “pluristrutturata”, da qui, il rilievo per cui il nuovo istituto non potesse dirsi operante con riferimento alle istanze di riconoscimento della parità scolastica di cui al d.m. n. 83/2008, non venendo in tal caso in considerazione una decisione pluristrutturata. Il decreto ministeriale prevede che, a seguito della verifica circa la completezza e la regolarità dei documenti prodotti dall’istante, il direttore dell’ufficio scolastico regionale concluda il procedimento, adottando motivato provvedimento di riconoscimento della parità o di diniego della stessa, pertanto il ricorso è stato rigettato.

Tar Campania, sez. IV, sentenza n. 5547.2018

 

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