Atto pubblicato online: la conoscibilità è ritenuta erga omnes solo se prevista e prescritta da specifiche determinazioni normative

Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 28 settembre 2018, n.5570

Se manca la disposizione normativa che attribuisce espressamente valore di pubblicità legale, la pubblicazione dell'atto sul sito web dell'ente non costituisce presunzione legale di conoscenza. Questo è il principio “rivoluzionario” contenuto nella sentenza in esame sottoposta al Consiglio di Stato. Il Collegio conviene sulla premessa generale secondo la quale l'effetto conoscitivo opponibile erga omnes deve poggiare su una specifica disciplina di legge che attribuisca questo valore alla forma di pubblicità utilizzata. Questa norma è l'articolo 32 della legge 69/2009 secondo cui gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale, s'intendono assolti con la pubblicazione sui siti web istituzionali. Il Collegio mette in evidenza che la giusta lettura della disposizione va operata in combinato con l'articolo 54, comma 4-bis del Codice dell'amministrazione digitale, il quale stabilisce che ogni forma di pubblicazione telematica produce effetti di pubblicità legale nei soli casi e nei modi espressamente previsti dall'ordinamento stesso. 

Nel momento in cui si tratta di determinare, in via interpretativa, gli effetti di conoscenza legale associabili o meno a questa tipologia di esternazione comunicativa, le norme in tema di pubblicazione telematica degli atti, sottostanno a un canone di interpretazione restrittiva, tassativa e, in ogni caso, vanno applicate con prudenza e cautela. A favore dell'approccio prudente e ponderato, depone in special modo la mancanza di una disposizione di carattere generale in grado di equiparare, nella loro efficacia giuridica, tutte le forme previste di pubblicità degli atti. Nel caso esaminato, il Consiglio di Stato ha accolto il motivo di impugnazione con cui gli appellanti avevano contestato il costrutto argomentativo contenuto in una decisione di primo grado e basato sul rilievo che pubblicazione di una delibera sul sito web aziendale fosse valsa ad integrare una valida modalità di conoscenza legale dell’atto, opponibile erga omnes. 

Consiglio di Stato, sez. III, sentenza n.5570.2018

 

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