Il contratto di rent to buy: riflessioni sull’art. 23, d.l. 12 settembre 2014 (c.d. decreto “Sblocca Italia”)

Il c.d. rent to buy è quel contratto che si caratterizza per il godimento di un bene immobile finalizzato all’acquisto dello stesso, da effettuare con l’utilizzo, in tutto o in parte delle somme già versate, imputate a corrispettivo dell’acquisto: l’acquisto finale del bene avviene a fronte del pagamento di un canone, una parte è da imputare all’utilizzo, l’altra al prezzo finale di vendita. Tale istituto,chiamato a rispondere a finalità sociali, alla luce della necessità di favorire la ripresa del mercato immobiliare, che attraversa un momento di forte crisi, dovuto soprattutto alla difficoltà di ottenere finanziamenti bancari per l’acquisto di immobili, specie in favore di privati,  è stato disciplinato dal legislatore italiano, con il d.l. n. 133 del 12 settembre 2014 (c.d. decreto “Sblocca Italia”), convertito, con modificazioni, con l. 11 novembre 2014, n. 164; in particolare, la disciplina di tale modello contrattuale è contenuta all’art. 23 di tale d.l.

Il tema è ampiamente trattato nel saggio scritto da Vincenzo Ruggiero, dal titolo “Rent to buy: la positivizzazione di un nuovo schema negoziale tipico nato nella prassi per il sostegno indiretto al mercato immobiliare (Spunti critici e riflessioni di carattere giuridico-economico intorno all’art. 23, D.l. 12 settembre 2014, n. 133, convertito con modificazioni dalla L. 11 novembre 2014, n. 164)”, pubblicato nella rivista “Contratto e impresa”, n. 4-5, Luglio- Ottobre 2015, p. 964 (Area riservata)

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