Strada pubblica e strada privata: i criteri distintivi stabiliti dalla giurisprudenza civile ed amministrativa

Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 10 ottobre 2018, n. 5820

I giudici di Palazzo Spada, davanti alla questione della natura pubblica di una traversa, seguono la consolidata giurisprudenza civile ed amministrativa sul tema; essa chiarisce che l’iscrizione di una strada nell’elenco delle vie pubbliche o gravate da uso pubblico riveste funzione puramente dichiarativa della pretesa del comune, ponendo una semplice presunzione di pubblicità dell’uso, superabile con la prova contraria della natura della strada e dell’inesistenza di un diritto di godimento da parte della collettività mediante un’azione negatoria di servitù. Per l’attribuzione del carattere di demanialità comunale ad una via privata è necessario che con la destinazione della strada all’uso pubblico concorra l’intervenuto acquisto, da parte dell’ente locale, della proprietà del suolo relativo (per effetto di un contratto, in conseguenza di un procedimento d’esproprio, per effetto di usucapione o dicatio ad patriam, ecc.). E’ fondamentale inoltre che su di essa sia stata costituita a favore dell’Ente una servitù di uso pubblico e che essa venga destinata, con una manifestazione di volontà espressa o tacita, all’uso pubblico, ossia per soddisfare le esigenze di una collettività di persone qualificate dall’appartenenza ad una comunità territoriale.

Ulteriore precisazione della sentenza è che una strada rientra nella categoria delle vie vicinali pubbliche se sussistono i requisiti “della concreta idoneità della strada a soddisfare esigenze di generale interesse, anche per il collegamento con la pubblica via”. Dall’altro lato la sdemanializzazione di un bene pubblico, oltre che frutto di una esplicita determinazione, può essere il portato di comportamenti univoci tenuti dall’Amministrazione proprietaria che si appalesano in modo concludente, incompatibili con la volontà di conservare la destinazione del bene all’uso pubblico. Il Consiglio di Stato conclude per la natura pubblica della strada contestata, dato che a) la via era inclusa nell’elenco delle strade comunali, con correlativa presunzione (seppur iuris tantum) della natura pubblicistica della stessa; b) l’ulteriore dato della insistenza, sulla predetta via della pubblica illuminazione; c) l’assenza di prove di segno contrario prospettate da parte appellante. Il Consiglio di Stato inoltre chiarisce che è irrilevante, oltre che non dimostrato, l’eventuale insussistenza di un interesse della collettività all’utilizzo della via.

Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza n. 5820.2018

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