Bonifica dei siti inquinati: illegittima l'ordinanza di bonifica di un terreno agrario inquinato, senza una previa attività istruttoria finalizzata ad individuare l’effettivo responsabile dell’inquinamento

TAR Lombardia, Brescia, sez. I, sentenza 20 novembre 2018, n. 1100

E’ illegittima, per difetto di istruttoria e di motivazione, una ordinanza con la quale un Comune ha ingiunto sia al proprietario, sia al titolare del contratto di affitto di un fondo agrario, di bonificare il medesimo terreno dai rifiuti, mediante rimozione ed avvio a smaltimento degli stessi, ove l’Amministrazione comunale non abbia provveduto, attraverso idonea e preventiva istruttoria, a verificare la effettiva imputabilità, a titolo di dolo o di colpa, in capo al proprietario, dell’abbandono dei rifiuti sul sito di sua proprietà e, al contrario, risulti che il proprietario stesso abbia diligentemente posto in essere, nei confronti dell’affittuario, numerose e concrete iniziative tendenti a scongiurare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti.

Dalle risultanze di causa non emergevano profili di responsabilità, quanto all’abbandono di rifiuti, ascrivibili al proprietario dell’area, a titolo doloso o colposo. Come documentalmente illustrato dalla difesa del ricorrente, quest’ultimo:  non soltanto non era nella materiale disponibilità dei terreni, ceduti in affitto alla controinteressata ed in relazione ai quali ha dovuto fare ricorso all’A.G.O. al fine di ottenerne il rilascio;  ha provveduto, in data 2 novembre 2012, a sollecitare presso il Comune di Villongo lo svolgimento della necessaria attività di vigilanza a fronte dell’intendimento, comunicato dalla sig.ra Sandrinelli il precedente 17 ottobre, di procedere allo smantellamento delle serre ivi installate ed alla rimozione dei vialetti in cemento;  ha, ulteriormente, in data 19 aprile 2013 (dopo aver consentito, su richiesta di parte, una dilazione di sessanta giorni del termine, originariamente fissato al 15 febbraio 2013), chiesto l’intervento del Corpo Forestale dello Stato (che ha effettuato un accesso in loco);  ha presentato un formale esposto al Comune in data 7 giugno 2013, integrato il 2 luglio 2014;  ha, da ultimo, manifestato, in data 18 aprile 2014, l’intendimento di apporre un cancello al fine di precludere l’accesso al mappale 4301.

TAR Lombardia, Brescia, sez. I, sentenza n. 1100.2018

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