Irragionevole durata del processo e proposizione di successive domande di equa riparazione: la sentenza della Corte di Cassazione

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Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 2, ordinanza 4 febbraio 2019, n. 3204

La Suprema Corte, nel caso in esame, ha accolto il ricorso rigettato invece dalla Corte d’Appello, affermando che nell’ipotesi di proposizione di successive domande di equa riparazione per la violazione del ragionevole termine di durata di un medesimo processo, “in conseguenza del protrarsi della violazione anche nel periodo successivo a quello accertato con una prima decisione, la determinazione del lasso temporale per il quale compete l’indennizzo deve tenere conto dell’eventuale periodo di tempo ritenuto ragionevole che sia stato già decurtato dalla durata complessiva del giudizio in occasione della precedente liquidazione dell’indennizzo”. Si tratta dell’esercizio di una specifica facoltà prevista dalla legge che postula il riconoscimento dell’equo indennizzo in relazione alla durata dell’intero giudizio, trattandosi di una richiesta relativa ad un processo unitario.Nel caso di specie, la ricorrente chiedeva la condanna del Ministero dell’Economia e delle Finanze al pagamento dell’indennizzo per la irragionevole durata del processo contabile intrapreso.

Corte di Cassazione, sez. VI civile - 2, ordinanza n. 3204.2019