Accesso civico generalizzato: non è ammesso l’accesso a registrazioni di colloqui privati intercorsi durante riunioni ufficiali

Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 25 giugno 2018, n. 3907

L’accesso pubblico generalizzato di cui all’art. 5 d.lgs. n.33/2013 ha l’esclusiva finalità di “favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico”, non di rendere pubblici colloqui privati che esulano dall’esercizio di funzioni istituzionali. Esigenze di privacy, inoltre, consentono il trattamento di dati nel rispetto dei canoni di necessità, proporzionalità e pertinenza e del principio generale secondo cui il trattamento dei dati sensibili da parte di soggetti pubblici è consentito solo se autorizzato da espressa disposizione di legge. Regole ancor più pregnanti dopo l'entrata in vigore del Regolamento Ue 2016/679. Non sono, in particolare, suscettibili di accesso i dati riguardanti manifestazioni di pensiero fra persone che, in quel particolare momento (pausa pranzo), non rivestono né esercitano funzioni pubbliche.

Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza n. 3907.2018

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