Passerella di automobili al Castello Maniace: denunce dei comitati cittadini "Quartieri fuori dal Comune" e "Ortigia sostenibile"

Riportiamo di seguito i comunicati stampa dei comitati "Quartieri fuori dal comune" e "Ortigia sostenibile" che intervengono sulla discutibile manifestazione di auto organizzata nel piazzale antistante il Castello Maniace (Piazza d'Armi) e nel cortile del castello stesso. Ricordiamo che il bar/chiosco costruito nella Piazza d'Armi è già al centro di un contenzioso avanti il TAR di Catania che dovrà accertare eventuali difformità tra quanto realizzato ed il progetto approvato e autorizzato.

 

COMITATO "QUARTIERI FUORI DAL COMUNE"

Dichiarazione sui recenti usi impropri di Piazza d’Armi e del Castello Maniace

Presa nota del comunicato diffuso dalla Società “Senza Confine” in merito al parcheggio selvaggio e auto-show all’interno della Piazza d’Armi e del Castello Maniace, se possibile, c’è da restare ancora più sconcertati.

In primo luogo occorre ribadire che gli eventi di promozione pubblicitaria serale del 1° e del 29 settembre scorso, con auto in vendita e le hostess di rito, di cui alle foto ampiamente note, sono certamente da attribuire alla Società Senza Confine, gli eventi si sono svolti infatti proprio accanto al discusso chiosco e su questo la Società non smentisce.

Al riguardo ancora chiediamo agli Enti preposti, soprattutto Soprintendenza e Agenzia del Demanio, se tali eventi da fiera paesana, organizzati più di una volta dal bar Maniace siano configurabili tra quelle sbandierate attività culturali-espositive con le quali era stata presentata questa iniziativa di “valorizzazione” del sito monumentale. Questa è la prova che la apparente “valorizzazione” di Piazza d’Armi aveva in realtà come unico scopo quello di mercificare al ribasso il sito monumentale, per giunta in cambio di quattro soldi.

Per quanto riguarda invece l’evento del 27 ottobre denominato "Look of the Year", svoltosi all'interno del Castello Maniace, per il quale la Società “Senza Confine” si dichiara estranea, le conclusioni da trarre sono ancora più gravi, proprio alla luce  delle dichiarazioni della Società circa il fatto che non sarebbe stata messa a conoscenza dell'evento nè dalla Soprintendenza, né dalla società organizzatrice della manifestazione. Allora tocca ricordare che la Società “Senza Confine”, ai sensi degli articoli 3 e 15 del contratto di concessione, è stata costituita in responsabile della custodia e sorveglianza di Piazza d’Armi, ivi incluso l’espresso obbligo di far osservare a tutti i terzi, chiunque siano, i divieti agli usi impropri ai sensi del Codice dei Beni Culturali. Grave, quindi, che ora “Senza Confine” ammetta candidamente di non aver esercitato i suoi poteri/doveri di custodia e sorveglianza, tanto più che, come essa stessa dichiara, non era stata avvisata da nessuno, quindi, l’accesso massiccio di tali autovetture, da un buon custode, doveva essere trattato come abusivo a tutti gli effetti ed essere impedito.

Peraltro anche la Soprintendenza ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna richiesta di autorizzazione e se ciò fosse vero, saremmo di fronte al più sfrontato sfruttamento del Bene Monumentale, clamorosamente sotto il naso dell’Ente preposto alla sua tutela!

Se invece la Soprintendenza avesse effettivamente autorizzato questo indecoroso carosello di auto e di mega taxi dalla Piazza d’armi, sul ponte del Castello fino addirittura al suo interno (come mostrano eloquenti video), per ivi organizzarvi una sfilata che ci asteniamo dal commentare, questo sarebbe davvero il colmo e va immediatamente segnalato all’Assessorato dei Beni Culturali, per i provvedimenti del caso.

A consuntivo di questa paradossale ultima vicenda, concludiamo che questi sono i risultati che oggi ci ritroviamo grazie a quel vicesindaco (e a una Soprintendenza che l’ha consentito) che ha agito per far consegnare il sito monumentale alla becera mercificazione, sotto le spoglie della fruizione collettiva. Musica a palla e auto in vendita, sotto le torri del Castello Maniace, era questo, il grande progetto di valorizzazione di Agenzia del Demanio e di quel vicesindaco..  Si è autorizzato un chiosco, che, in un’altra città, con Istituzioni seriamente funzionanti e leali col Patrimonio storico dei cittadini, non sarebbe mai stato autorizzabile, per non parlare della permanente carenza di importantissimi pareri in materia urbanistica,  marittima e paesaggistica. Quando si parte col piede sbagliato, poi inevitabilmente tutto succede, e tutto degenera, come in un piano inclinato.

Grave infine che, da parte di larghe aree politiche, dell’ambientalismo e della Cultura, si continui a glissare su questo inaccettabile fenomeno, forse per opportunità di posizionamento politico. Complimenti a tutti.

Alleghiamo una foto dell’evento promozionale, nochè estratti degli articoli 3 e 15 dell’Atto di Concessione.

Siracusa, 02 novembre 2018                                 

avv. Salvo Salerno (Comitato “Quartieri fuori dal comune”)

 

Concessione art. 3, comma 8Concessione art. 15, comma 3Concessione art. 15, comma 9

 

4 Promozione del sabato sera 01 09

Immagine dell'evento denunciato dai comitati cittadini

 

COMITATO ORTIGIA SOSTENIBILE

Piazza d'Arme del Castello Maniace: valorizzazione o altro?  

Parcheggi, transito di autovetture fin dentro lo spazio antistante il castello federiciano, sfilate di moda, motor show, promozione di autovetture di lusso accompagnata da hostess in tacchi a spillo, musica ad alto volume, nelle date 1 e 29 settembre, e ancora il 27 ottobre con l’evento modaiolo  “Look  of the Year” all’interno della Sala Ipostila.  

Ci chiediamo e chiediamo agli enti preposti, in primo luogo al Comune e alla Soprintendenza,  se queste sono le sbandierate “attività culturali espositive” affidate al privato  dalla dodecennale concessione, e se siano anche solo compatibili con il rispetto dell’articolo 52 del Codice dei Beni culturali che prevede di “ assicurare il decoro dei complessi monumentali”. Una precisa disposizione di legge, quest’ultima, più volte invocata da questo Comitato in precedenti casi di invasione del nostro Patrimonio storico, perché ritenuta  alla base di ogni altra norma a tutela del decoro del Centro Storico e di altre aree della città con valori monumentali di uguale  rilevanza, ma che, con l’evidenza dei fatti, risulta palesemente disattesa.

Nell’attesa che un procedimento d’indagine, tutt’ora in corso, definisca quale sia la reale portata degli eventuali abusi perpetrati sulla piazza d’Arme, il Comitato Ortigia Sostenibile dichiara di condividere tutte le azioni di lotta e di denuncia negli ultimi cinque mesi e ininterrottamente fino ad oggi condotte – in particolare da Italia Nostra, Comitato Parchi, Quartieri fuori dal Comune - che hanno messo in evidenza una serie di incongruenze e di illegittimità di notevole portata, con riferimento, in special modo, alla costruzione del chiosco-bar dalle pareti specchiate, riferito alle opere di “Archimede”.    

Mentre è attuale l’ultima segnalazione da parte di comuni cittadini, poi riportata ampiamente dai mezzi stampa, riguardo la manifestazione dello scorso 27 ottobre, “Look of the Year” e del conseguente comunicato stampa emesso dalla società “Senza Confine”, nel quale la società suddetta dichiara la propria assoluta estraneità ai fatti.  A smentire tale pretesa estraneità, ricordiamo invece, al riguardo, che ai sensi dell’articolo 3 e 15 del contratto di concessione, la società risulta “responsabile” della custodia e sorveglianza della piazza, compreso l’obbligo di fare osservare i divieti anche ai terzi, ai sensi del Codice dei Beni Culturali. 

Rileviamo inoltre che la Soprintendente ai Beni culturali, ha dichiarato di non avere ricevuto alcuna richiesta di autorizzazione all’ingresso  e transito di autovetture dalla piazza d’Arme e addirittura attraverso il ponticello, fino al portale del castello e perfino all’interno del monumento.  In questo caso, e a maggior ragione se esistesse l’autorizzazione, riteniamo a questo punto necessaria una segnalazione diretta all’Assessorato  dei Beni culturali.   

Rifacendo un passo indietro, a consuntivo di tutta questa clamorosa vicenda, attendiamo che si faccia chiarezza sulle molteplici carenze evidenziate a proposito di autorizzazioni espresse in materia urbanistica, marittima e paesaggistica, che hanno permesso la costruzione del chiosco-bar archimedeo, del tutto difforme – come si evince dai documenti ormai noti a tutti  – dal progetto originario.  E’ intenzione di questo Comitato, inoltre, segnalare quanto sopra al Servizio Tutela del Dipartimento Regionale dei Beni Culturali, ai fini dell’adozione dei provvedimenti del caso.

Siracusa 5 novembre 2018

 

Foto Castello 2b

 

Foto Castello 1b

Carosello di auto sul ponte e nel cortile del Castello Maniace

 

Rassegna stampa

Libertà Sicilia, 28 luglio 2018, Siracusa. Castello Maniace: Terremoto giudiziario, le carte all’Anac e ricorso al Tar

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