Diritto dell'immigrazione: il diritto al riconoscimento della protezione umanitaria può ritenersi un diritto quesito

Tribunale di Brescia, sez. specializzata immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’UE, ordinanza 22 ottobre 2018

Il Tribunale di Brescia, con l'ordinanza in esame, ha concesso la protezione umanitaria ad un cittadino della Sierra Leone fuggito dalla società segreta PORO. In particolare il Tribunale ha fondato il proprio convincimento, oltre che sulla rilevata attendibilità e coerenza del racconto fornito dal ricorrente, sull’analisi CORI del 9 marzo 2009, che rileva che “la situazione di vulnerabilità del richiedente risiede nel concreto pericolo che una volta tornato in Sierra Leone questi possa essere nuovamente privato della libertà e avviato all’iniziazione forzata con concreto rischio della vita”. Un secondo argomento di riflessione affrontato dal Tribunale riguarda l’intervento novellatore in materia di protezione umanitaria del 4 ottobre 2018 (D.L. 113/2018) che abroga la seconda parte del comma 6 dell’art. 5 d.lgs. n. 286/1998. Nello specifico, si pone il problema di quale sia la normativa applicabile nei procedimenti in corso, in cui il richiedente ha formulato la domanda di protezione prima dell’entrata in vigore nella nuova normativa.

Il tribunale, richiamando il principio generale dell’art. 11 disp. att. C.C. conclude: “considerando che la pronuncia giudiziaria non ha certo natura costitutiva ma meramente accertativa di uno status preesistente il procedimento e considerando, quindi, che il diritto al riconoscimento della protezione umanitaria può ritenersi un diritto quesito (cioè acquisito al patrimonio del richiedente prima dell’entrata in vigore della nuova normativa a prescindere dalla data del suo accertamento) nel caso in esame deve necessariamente trovare applicazione la normativa previgente”.

Tribunale di Brescia, ordinanza 22 ottobre 2018

 

© 2017 studio legale Giuliano. All Rights Reserved.