Inquinamento acustico: il comune deve risarcire per il rumore provocato dalle manifestazioni culturali

Tribunale di Rimini, sentenza 20 marzo 2017 , n. 302

Nel caso in esame alcuni cittadini facevano causa civile al Comune di Cattolica (Rimini) ed a varie società organizzatrici di spettacoli, chiedendo il risarcimento per l’inquinamento acustico causato da manifestazioni e concerti musicali tenutisi dall’anno 2005 al 2011 nell’Arena cittadina. Nel caso di specie, le fonti di inquinamento acustico erano costituite dagli amplificatori, utilizzati già durante le prove pomeridiane; dall'allestimento e dal successivo smantellamento dei grandi palchi, delle torri per gli impianti di illuminazione e amplificazione, dotati di casse di grosse dimensioni, e delle platee; dagli enormi camion che trasportavano le suddette attrezzature e che sostavano con i motori accesi, producendo emissioni di rumore e maleodoranti miasmi.

In sede di accertamenti l'ARPA aveva confermato il superamento dei limiti posti dalla normativa acustica; tuttavia alle proteste e a tale riscontro non era seguita alcuna seria azione da parte dell'ente locale, il quale non solo non aveva impedito il verificarsi dei lamentati pregiudizi, ma aveva proseguito nell'organizzazione dei contestati eventi.

E' stato dichiarato responsabile il Comune se, malgrado le ripetute segnalazioni e fortissime proteste degli abitanti della zona interessata, ha continuato ad organizzare concerti ed altre manifestazioni, omettendo di svolgere i necessari controlli in relazione alle denunciate immissioni che si propagavano dalla piazza in occasione degli eventi o di assicurare il rispetto della normativa in tema di inquinamento acustico. La responsabilità dell'Ente non è solo commissiva, per aver organizzato direttamente alcuni degli spettacoli, ma anche e soprattutto omissiva, per non aver vigilato, in violazione del principio generale di prudenza e diligenza, sulla situazione illecita che si veniva a creare, suscettibile di cagionare ai cittadini i lamentati danni patrimoniali e non patrimoniali. La responsabilità della P.A. per il risarcimento dei danni causati da una condotta omissiva sussiste non soltanto nel caso in cui questa si concretizzi nella violazione di una specifica norma, istitutiva dell'obbligo inadempiuto, ma anche quando detta condotta si ponga come violazione del principio generale di prudenza e diligenza (cosiddetto obbligo del "neminem laedere"), di cui è espressione l'art. 2043 c.c.

Tribunale di Rimini, sentenza n. 302.2017

 

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