Diritto di accesso civico generalizzato e accesso agli atti relativi a procedure di affidamento dei contratti pubblici: la sentenza del Tar Emilia Romagna

Tar Emilia Romagna, Parma, sez. I , sentenza 18 luglio 2018, n. 197

Con la sentenza in esame, il T.a.r. per l’Emilia Romagna, dopo aver individuato un rapporto di specialità tra la norma disciplinante l’accesso agli atti concernenti le procedure di affidamento dei contratti pubblici e quella disciplinante l’accesso civico generalizzato, ha ritenuto prevalente la disposizione speciale di cui all’art. 53 del D.lgs. n. 50/2016 rispetto a quella generale di cui al secondo comma dell’art. 5 del D.lgs. n. 33/2013 e, conseguentemente, escluso, nella specifica materia dei contratti pubblici, il ricorso alle “più ampie modalità di accesso previste dal d.lgs. n. 33 del 2013”, potendo l’accesso agli atti delle gare pubbliche essere esercitato esclusivamente nelle forme e nei limiti previsti dall’art. 53 del D.lgs. n. 50/ 2016. Da un punto di vista interpretativo, il T.A.R. ha valorizzato la natura “speciale e a sé stante” della disciplina relativa alle procedure di affidamento di contratti pubblici, costituente “un complesso normativo chiuso, in quanto espressione di precise direttive europee volte alla massima tutela del principio di concorrenza e trasparenza negli affidamenti pubblici, che dunque attrae a sé anche la regolamentazione dell’accesso agli atti connessi alle specifiche procedure espletate”, disciplina tale da giustificare “una scelta del legislatore volta a sottrarre anche solo implicitamente […] una possibilità indiscriminata di accesso alla documentazione di gara e post-gara da parte di soggetti non qualificati”.

Tar Emilia Romagna, Parma, sentenza n. 197.2018

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