La variante semplificata per attività produttive non può sanare le opere abusive già realizzate

T.A.R. Puglia, Lecce, sentenza 24 agosto 2018, n. 1312

Lo speciale strumento della c.d. variante semplificata per attività produttive, introdotto dall'art. 5 del D.P.R. n. 447/1998 ed oggi trasposto nell'art. 8 del D.P.R. n. 160/2010, non è applicabile in presenza di opere edilizie realizzate abusivamente, dato che principi di tipicità del provvedimento e di legalità impongono che la sanatoria di opere abusive possa essere disposta in sede amministrativa solo nei casi previsti dalla legge (condono straordinario o accertamento di conformità). La differenza tra accertamento di conformità e variante semplificata sta nel fatto che mentre il primo ha una finalità sanante fondata sul requisito della c.d. doppia conformità, riguardando le opere solo formalmente abusive che non comportino variazioni al programma edilizio cristallizzato dall'Amministrazione nella vigente strumentazione urbanistica; il procedimento della variante semplificata ha la diversa finalità di rendere più celere la modifica della strumentazione urbanistica e favorire l'installazione di strutture produttive, senza che miri a regolarizzare l'abusiva realizzazione di impianti produttivi.

T.A.R. Puglia, Lecce, sentenza n. 1312.2018

© 2017 studio legale Giuliano. All Rights Reserved.