Nel rito penale il sabato non equivale alla domenica per la scadenza dei termini

Corte di Cassazione, sez. IV penale, sentenza 28 febbraio 2018, n. 9171

La Suprema Corte,con la sentenza in esame, ha ribadito che è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 172 c.p.p. in relazione alla diversa disciplina dettata dall’art. 155 c.p.c., “in base al quale il termine stabilito a giorni che scade il sabato è prorogato al primo giorno non festivo, essendo rimessa al legislatore ogni valutazione in ordine alla necessità di una disciplina processuale dei termini differenziata”. L’art. 155 c.p.c. è norma che “riguarda in modo esclusivo il processo civile, non potendosi analogicamente estendere una simile scelta ad un sistema processuale, quale quello penale, che ha peculiarità diverse e proprie, inerenti, fra l’altro non solo i beni che ne formano oggetto, ma altresì ed in relazione a questi l’efficacia esecutiva delle sentenze di condanna, che nel processo penale divengono esecutive solo laddove irrevocabili, contrariamente a quelle civili”. Dunque, la mancata previsione di una regola all’interno dell’art. 172 c.p.p. che parifichi il sabato alla domenica, sotto il profilo dei termini scadenti nelle rispettive giornate, al primo giorno successivo non festivo, non corrisponde ad un vuoto normativo ma “alla precisa volontà legislativa di assicurare una disciplina diversa per le situazioni processuali del tutto diverse e non sovrapponibili, quali sono il processo civile e quello penale”.

Corte di Cassazione_sentenza n. 9171.2018

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