Esclusione dalla gara per gravi illeciti professionali: legittima per condanne non definitive di reati taciuti alla Pa

Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 5 settembre 2017, n. 4192

Il Consiglio di Stato, con la sentenza in esame, ha respinto l’appello della società esclusa dalla commissione di gara e ha confermato la decisione dei giudici del Tar, ravvisando la sussistenza di un grave illecito professionale, ai sensi dell’art. 80 del Codice dei contratti pubblici. Scatta dunque l’esclusione legittima dalla gara per l’impresa che tace alla stazione appaltante precedenti condanne penali per reati commessi in esecuzione di contratti pubblici, anche se statuite nell’ambito di un processo ancora in corso. Un siffatto comportamento viola l’obbligo di leale collaborazione con la pubblica amministrazione; il concorrente, infatti, non può decidere da se stesso quali precedenti penali siano rilevanti ai fini dell’ammissione alla gara e, quindi, da dichiarare all’amministrazione aggiudicatrice. Tale potere è attribuito interamente alla stazione appaltante.

Il contraddittorio tra quest’ultimo e la stazione appaltante sulla rilevanza o meno di accertate pregresse violazioni dei doveri professionali o di reati contestati, non può avvenire dopo la scoperta di circostanze fino a quel momento taciute; il self cleaning è raggiungibile solo nel caso in cui la stazione sia stata edotta dal concorrente di tutti i suoi precedenti “anche negativi” e quest’ultimo dimostri l’attuale insussistenza di rischi che inficino l’affidabilità o l’integrità nello svolgimento dell’attività professionale. In caso di dichiarazioni mendaci o reticenti la stazione appaltante non è tenuta al contraddittorio e può escludere istantaneamente la concorrente.

Consiglio di Stato_ sentenza n. 4192.2017

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