Norme regolamentari: le associazioni di categoria possono impugnarle?

Tar Lazio, Roma, sez. III - ter, sentenza  27 luglio 2017, n. 8997

Il consolidato principio secondo cui le norme regolamentari vanno impugnate unitamente all'atto applicativo trova eccezione per i provvedimenti che presentano un carattere specifico e concreto, risultando idonei, come tali, ad incidere direttamente nella sfera giuridica degli interessati, a decorrere dalla pubblicazione nelle forme previste dalla legge . Tali sono le disposizioni del D.M. 23 giugno 2016, in quanto dirette a conformare l'attività del GSE nella predisposizione delle graduatorie per l'accesso agli incentivi del settore idroelettrico, imponendo quindi agli operatori coinvolti una serie di obblighi, documentali e comportamentali, che incidono con immediatezza nella loro sfera giuridica e nelle loro scelte d'impresa, con conseguente immediata lesività per i ricorrenti,sia nella loro dimensione individuale, che collettiva.

 La posizione di un'associazione di categoria va qualificata come interesse collettivo c.d. istituzionalizzato, coincidente con quello all'osservanza di prescrizioni a garanzia della par condicio tra tutti gli associati, in vista della loro partecipazione a procedure selettive e/o competitive . Sussiste potenziale lesione dell'interesse istituzionalizzato a fronte di un atto generale che regoli le suddette procedure selettive. Tale atto è dunque impugnabile dall'associazione di categoria, anche se tale provvedimento possa rivelarsi, in concreto, vantaggioso per una singola impresa associata , senza che si configura alcun conflitto di interesse. Le associazioni di settore sono legittimate a difendere in sede giurisdizionale gli interessi di categoria dei soggetti di cui hanno la rappresentanza istituzionale, con l'unico limite costituito dal divieto di occuparsi di questioni concernenti singoli iscritti, ovvero capaci di dividere e frantumare la categoria in posizioni disomogenee o addirittura contrapposte: l'interesse collettivo deve infatti identificarsi con l'interesse di tutti gli appartenenti alla categoria unitariamente considerata, e non con gli interessi di singoli associati o di loro sottogruppi .

Tar Lazio, Roma_sentenza n. 8997.2017

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