Ritardata consegna dei lavori pubblici conferiti in appalto: la sentenza della Corte di Cassazione

Corte di Cassazione, sez. I civile, sentenza 4 settembre 2017 n. 20723

Negli appalti pubblici regolati dal capitolato generale approvato con il d.P.R. n. 1063 del 1962, la consegna dei lavori costituisce obbligo dell’Amministrazione appaltante, il cui inadempimento, però, è disciplinato in modo diverso rispetto alle norme del codice civile, nel senso che non conferisce all’appaltatore il diritto di risolvere il rapporto (né con domanda ai sensi dell’art. 1453 c.c., né a seguito di diffida ad adempiere ai sensi dell’art. 1454 c.c.), né di avanzare pretese risarcitone, ma gli attribuisce, invece, in base alla norma speciale dell’art. 10 del capitolato generale, la sola facoltà di presentare istanza di recesso dal contratto, al mancato accoglimento della quale consegue il sorgere di un diritto al compenso per i maggiori oneri dipendenti dal ritardo; sicché il riconoscimento all’appaltatore di un diritto al risarcimento può venire in considerazione solo se egli abbia preventivamente esercitato tale facoltà di recesso, dovendosi altrimenti presumere che abbia considerato ancora eseguibile il contratto, senza ulteriori oneri a carico della stazione appaltante.

Corte di Cassazione_sentenza n. 20723.2017

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