Riforma della disciplina in materia di impugnazioni penali: in vigore le modifiche ai giudizi d’impugnazione

Decreto legislativo 6 febbraio 2018, n. 11

“Disposizioni di modifica della disciplina in materia di giudizi di impugnazione in attuazione della delega di cui all'articolo 1, commi 82, 83 e 84, lettere f), g), h), i), l) e m), della legge 23 giugno 2017, n. 103”

È entrato in vigore il 6 marzo 2018 il decreto legislativo 6 febbraio 2018, n.11, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 19 febbraio 2018. Con tale decreto il Governo, dando attuazione alla delega contenuta nella legge n. 103 del 2007, completa la riforma delle impugnazioni, con riferimento al solo grado di appello, materia su cui già era intervenuto il Parlamento con la predetta legge n. 103 del 2017. L’intervento governativo, rispetto alle modifiche introdotte dal Parlamento, è più esteso ed organico, al fine di ottenere una “deflazione del carico giudiziario, mediante la semplificazione dei procedimenti di appello e di cassazione”.  In primo luogo è stata profondamente modificata la disciplina in tema di appellabilità soggettiva ed oggettiva delle decisioni, con la modifica dell’art. 593 c.p.p. e l’introduzione del nuovo art. 593-bis c.p.p.

In particolare, secondo la nuova formulazione dell’art. 593 c.p.p., l’appello del pubblico ministero è ammesso contro le sentenze di condanna se hanno modificato il titolo di reato o escluso la sussistenza di una circostanza ad effetto speciale o stabilito una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato; l’imputato può appellare senza limite alcuno, salvo che si tratti di assoluzione perché il fatto non sussiste o perché l’imputato non lo ha commesso; sono inappellabili per qualunque parte, al pari di quanto già previsto per le sentenze di condanna alla sola ammenda, le sentenze di proscioglimento o di non luogo a procedere relative a contravvenzioni punite con la sola pena dell’ammenda o con una pena alternativa. Oggetto di significativa riforma è stata anche la disciplina dell’appello incidentale, che, a seguito della nuova versione dei commi 1 e 3 dell’art. 595 c.p.p., potrà essere proposto dal solo imputato che non abbia proposto impugnazione, escludendo un analogo diritto per il pubblico ministero.

Decreto legislativo 6 febbraio 2018, n. 11. pdf

© 2017 studio legale Giuliano. All Rights Reserved.