Il praticante avvocato non può essere nominato difensore d’ufficio: la sentenza della Corte di Cassazione

Corte di Cassazione, sez. IV penale, sentenza 16 marzo 2018, n. 12247

La Suprema Corte, coerentemente con la giurisprudenza costituzionale, ha affermato che i praticanti avvocati non possono essere nominati difensori d’ufficio. Contro la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Salerno che, confermando quella emessa dal Giudice di primo grado, aveva riconosciuto l’imputato responsabile del reato di furto di energia elettrica aggravato ex art. 625, nn. 2 e 7, c.p., il medesimo aveva ricorso per Cassazione denunciando, tra i vari motivi di ricorso, di aver appreso dopo la proposizione dell’Appello come il Giudice monocratico avesse, nel precedente giudizio, nominato un difensore d’ufficio il quale risultava tuttavia essere un praticante avvocato e che tale fatto veniva appreso dal ricorrente nel momento in cui questi gli aveva inviato il proprio onorario per l’attività svolta nella sola udienza conclusiva.

 

La Suprema Corte, preso atto dei fascicoli e degli atti, ritiene che il difensore in questione fosse effettivamente praticante avvocato, tali essendo le risultanze attestate dal Consiglio dell’Ordine di Salerno. La Suprema Corte ha dunque ribadito come la Corte Costituzionale abbia dichiarato, con sentenza n. 106/2010, l’illegittimità costituzionale, per contrasto con l’art. 24, comma 2 Cost., dell’art. 8, comma 2 r.d. 1578/1933 (Ordinamento delle professioni di avvocato e di procuratore), “nella parte in cui prevede che i praticanti avvocati possano essere nominati difensori d’ufficio”, in quanto “la norma censurata compromette l’effettività della difesa d’ufficio poiché all’indagato o all’imputato potrebbe essere assegnato, senza il concorso della sua volontà, un difensore che non ha percorso l’intero iter abilitativo alla professione”.  Dopo l’intervento della Corte Costituzionale con la sentenza n. 106/2010, pertanto, i praticanti avvocati non possono essere nominati difensori d’ufficio. La Corte ha quindi annullato senza rinvio la sentenza impugnata e quella di primo grado.

Corte di Cassazione_sentenza n.12247.2018

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