Usucapione accertata anche con atto notarile: lo studio n.4/2017/C del Consiglio Nazionale del Notariato

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Da quando è stata resa espressamente possibile la trascrizione nei Registri immobiliari dell’accordo di mediazione che accerta l’usucapione, ai sensi dell’art. 2643, n. 12-bis, del Codice civile, introdotto dal Dl 69/2013, si rende legittima la stipula di un atto di accertamento dell’intervenuta usucapione al di fuori del procedimento di conciliazione e, quindi, mediante un atto notarile da trascrivere nei Registri immobiliari. Una volta che sia stato ammesso che l’effetto dell’accertamento, oltre che da un provvedimento giurisdizionale, possa fuoriuscire da un negozio stipulato tra due contraenti al di fuori di un contesto giudiziario, resta da verificare se la norma di cui all’articolo 2643, n. 12-bis del Codice civile sia espressione di un regime di speciale favore che la legge riserva al solo procedimento di conciliazione, per incentivarlo, oppure se la norma sia l’espressione particolare di un principio di ordine generale che il legislatore, intervenendo in questa materia, ha dettato per lo specifico caso della mediazione, dimenticandosi che all’accertamento dell’usucapione si può giungere, oltre che con sentenza e con accordo in sede di conciliazione, anche mediante un “normale” contratto. Lo studio approfondicsce le diversità tra negozio di accertamento e sentenza di accertamento, l'ammissibilità di un negozio di accertamento dell’usucapione anche in assenza del procedimento di mediazione e l'ammissibilità della trascrizione del negozio di accertamento in genere.

Consiglio Nazionale del Notariato, studio n. 4-2017.C