Soccorso istruttorio: è ammissibile nel caso di carenza documentale dopo le modifiche al Codice dei contratti pubblici?

C.G.A. Sicilia, sez. giurisdizionale, sentenza 2 maggio 2017, n. 205

Nel procedimento di affidamento di appalti pubblici, la dichiarazione sostitutiva relativa all'assenza delle condizioni preclusive previste dall'art. 38 del D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 può non contenere la menzione nominativa di tutti i soggetti muniti di poteri rappresentativi dell'impresa quando questi ultimi possano essere agevolmente identificati mediante l'accesso a banche dati ufficiali o a registri pubblici, con la conseguenza che tale dichiarazione non necessita di integrazioni o regolarizzazioni mediante l'uso dei poteri di soccorso istruttorio.  L'art. 38, comma 2 bis, del codice dei contratti pubblici come novellato dall'art. 39 della L. 11.8.2014 n. 114 (recante conversione in legge, con modificazioni, del DL. 24.6.2014 n. 90) ha esteso la possibilità di ricorrere al "soccorso istruttorio" anche al caso in cui sia necessario colmare una carenza documentale concretantesi nella mancata produzione di una delle dichiarazioni che il concorrente sia tenuto a produrre per dimostrare il possesso dei requisiti generali (e di moralità) necessari per partecipare alla gara d'appalto. Le dichiarazioni di cui all'art. 38 lett. "b" e "c" del D.Lgs. n. 163/2006 nella versione modificata dal DL n. 70 del 2011, convertito in L. n. 106 del 2011, devono essere rese anche dal socio unico purchè si tratti di "persona fisica" e non anche quando si tratti di "persona giuridica".

C.G.A. Sicilia_sentenza n. 205. 2017

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