Cambio d’uso nei centri storici, il Tar Toscana ribadisce: ‘è lecito’

T.a.r. Toscana, sez. III, sentenza 28 luglio 2017, n. 1009

Il Tar Toscana, con la sentenza in esame, ha ribaltato la decisione assunta dalla Suprema Corte con la sentenza 6873/2017, in merito alla vicenda delle modifiche di destinazione d'uso nel centro di Firenze. La disputa è basata sull'interpretazione da dare ad alcuni articoli del Dpr 380/2001 Teso Unico Edilizia (TUE). La Corte di Cassazione ha affermato che il mutamento di destinazione d'uso di edifici compresi nel centro storico di Firenze od in zone assimilate, anche se operato con interventi di modesta entità, configura sempre una ristrutturazione edilizia soggetta a permesso di costruire, in quanto ne discende un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente, quindi se il piano non prevede tale forma di intervento in alcune zone, nelle stesse non è da ritenersi ammissibile il mutamento di destinazione. In sintesi, non rileva la tipologia delle opere, ma unicamente il mutamento di destinazione in sé, come secondo il giudizio della Corte è stabilito dal TUE sia per le differenti categorie di interventi sull'edificato sia per il regime delle destinazioni d'uso.

Il Tar Toscana ha esaminato l'ordinanza del comune di Firenze emanata in attuazione della decisione della Cassazione con l'effetto di inibire un intervento di mutamento di destinazione d'uso in atto, precisando che lo stesso comune non si è costituito in giudizio malgrado fosse stato correttamente intimato. Il vizio sollevato nel ricorso riguarda proprio la riconduzione del mutamento di destinazione d'uso sempre e comunque nella ristrutturazione edilizia, con ciò equiparando sostanzialmente istituti che nel nostro ordinamento sono riconducibili a fattispecie del tutto differenti, ossia ristrutturazione edilizia e restauro e risanamento; il TAR Toscana ha accolto il ricorso. Il TUE chiarisce che se gli interventi di ristrutturazione edilizia comportano anche mutamento di destinazione d'uso e riguardano immobili nel centro storico è necessario acquisire il permesso di costruire (articolo 10 c.1 lettera c) del Tue Edilizia). Quest'ultima disposizione però ha valenza eccezionale per cui non può essere applicata automaticamente all'istituto del risanamento che per sua natura deve rispettare gli elementi tipologici, formali e strutturali dell'edificio, senza modifiche all'identità, alla struttura ed alla fisionomia dello stesso. Non si può, perciò, sottoporre ad una medesima disciplina fattispecie del tutto differenti, imponendo la preventiva richiesta del permesso di costruire; ciò che rileva è l'entità dell'intervento e non il mutamento di destinazione d'uso in sé, al contrario di quanto affermato dalla Cassazione.

T.a.r. Toscana_sentenza n. 1009.2017

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