Concessione di lavori: il Giudice amministrativo può decidere dei «riflessi patrimoniali» derivanti dall'annullamento in autotutela dell'aggiudicazione

Tar Sardegna, sez. I, sentenza 18 settembre 2017, n. 586

Il Tar Sardegna con la sentenza in esame ha stabilito che sussiste la giurisdizione del Giudice ordinario, e non del Giudice amministrativo, quando il ricorso ha ad oggetto gli atti con cui la Pa si era limitata a rilevare degli inadempimenti puri del concessionario o, comunque, a rimisurare le prestazioni da questi eseguite, senza operare alcun intervento autoritativo sulle condizioni generali del rapporto contrattuale; tali atti, infatti, si inseriscono nella fase della mera esecuzione contrattuale, in tali ipotesi deve trovare applicazione la giurisdizione ordinaria espressamente prevista dal C.p.a. in materia di “indennità, canoni ed altri corrispettivi”. Il Giudice amministrativo, invece, è l’unico competente a decidere dei “riflessi patrimoniali” derivanti dall’annullamento in autotutela degli atti finalizzati alla stipula del contratto.

Il Tar osserva che, in via generale, l’articolo 133, comma 1, n. 6, lett. c) del Codice del processo amministrativo, nell’attribuire al Giudice amministrativo la giurisdizione sulle controversie in materia di servizi pubblici, riserva al Giudice ordinario le liti concernenti «indennità, canoni ed altri corrispettivi»: tale previsione derogatoria è conforme ai criteri di riparto della giurisdizione delineati dalla Corte costituzionale con le pronunce n. 204 del 2004 e n. 191 del 2006, a mente delle quali possono essere attribuiti alla giurisdizione esclusiva del Giudice amministrativo soltanto le controversie in cui i diritti soggettivi vantati dal ricorrente si confrontino direttamente con l’esercizio di pubblici poteri: presupposto, quest’ultimo, che non è possibile ravvisare quando si discuta su questioni di contenuto “puramente patrimoniale”.

Tar Sardegna_sentenza n. 586.2017

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