La convenzione urbanistica è un contratto: illegittime le modifiche unilaterali da parte del Comune

T.a.r. Basilicata, sez. I, sentenza 6 febbraio 2018, n.106

Dalla natura contrattuale del rapporto instaurato tra Comune e privato con la convenzione urbanistica discende  il carattere vincolante per entrambe le parti dell'accordo e il divieto per l'Amministrazione di apportarvi modifiche unilaterali; sicché non è consentito al Comune di incidere unilateralmente su singole previsioni della convenzione urbanistica, potendo l'Amministrazione soltanto valersi della facoltà di recesso dall'accordo per sopravvenuti motivi di interesse pubblico, salva la corresponsione di un indennizzo, ai sensi dell' articolo 11, comma 4, della legge 7 agosto 1990 n. 241. È quanto ha stabilito il Tar Basilicata con la sentenza in esame, accogliendo il ricorso proposto da una società contro l'ingiunzione di pagamento, emessa dal Comune di Nova Siri, alla quale il ricorrente si era opposto denunciando "eccesso di potere in relazione alla quantificazione del conguaglio del prezzo", perché quest'ultimo era stato determinato unilateralmente e senza che tale potere fosse previsto dalla convenzione urbanistica. Le convenzioni urbanistiche sono uno strumento "dichiaratamente contrattuale" (cfr. Consiglio di Stato, Sezione V, sentenza 1° aprile 2016, n. 2040), perché rientrano nel novero degli accordi tra privati e Pubblica Amministrazione, con l'effetto che quest'ultima non può apportarvi modifiche unilaterali.

T.a.r. Basilicata_sentenza n.106.2018

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