Il contenzioso relativo alla nomina e alla revoca degli amministratori delle società a totale partecipazione pubblica o di società in house compete alla giurisdizione del giudice ordinario?

Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 14 settembre 2017, n. 21299

Il contenzioso relativo alla nomina e alla revoca degli amministratori delle società partecipate compete alla giurisdizione del giudice ordinario anche quando si tratti di società a totale partecipazione pubblica o di società in house. Con la sentenza in esame la suprema Corte osserva che l'articolo 1, comma 3, del nuovo testo unico sancisce che “si applicano alle società a partecipazione pubblica le norme sulle società contenute nel codice civile e le norme generali di diritto privato”, mentre, ai sensi del successivo articolo 12, la giurisdizione spetta alla Corte dei Conti per il danno erariale causato dai loro amministratori e dipendenti delle società “in house providing”, ma non anche per quel che attiene alla nomina o revoca dei relativi organi sociali designati dal socio pubblico, non rinvenendosi una disposizione specifica al riguardo.

Sono state definitivamente archiviate, in quanto non coerenti con la ratio legis, le argomentazioni di segno contrario sostenute in passato dalla giurisprudenza, secondo cui i provvedimenti di nomina e revoca degli organi di governance sarebbero “atti amministrativi discrezionali provenienti dal socio pubblico e diretti alla costituzione di un organo posto in essere per il perseguimento di finalità pubblicistiche”, e come tali suscettibili di attrarre la materia in questione nella sfera della giurisdizione amministrativa.

Corte di Cassazione_ sentenza n. 21299.2017

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