Note le precarie condizioni della strada, imprudente passarci di notte: niente risarcimento

Corte di Cassazione, sez. VI civile, ordinanza 26 settembre 2017, n. 22419

Nel caso di specie, la donna che aveva deciso di “far passeggiare il cane”, “di notte e al buio”, richiedeva il risarcimento per essere caduta passando su una strada che, come a lei noto, era in precarie condizioni. I giudici, prima in Tribunale e poi in Appello, hanno osservato che “la donna abitava proprio nei pressi del luogo dell’incidente e percorreva quotidianamente quel tratto di strada” e quindi “ben ne conosceva il cattivo stato di manutenzione” e le relative “insidie”; pertanto, l’ordinaria diligenza avrebbe dovuto sconsigliare alla ricorrente di uscire di notte, in condizioni di scarsa visibilità, per far passeggiare il cane proprio in quel punto. Tale condotta, anche secondo la Cassazione, è idonea a interrompere il nesso eziologico fra la condotta attribuibile al Comune e il danno patito dalla richiedente.

L’ente proprietario d’una strada aperta al pubblico transito risponde ai sensi dell’art. 2051 cod. civ., per difetto di manutenzione, dei sinistri riconducibili a situazioni di pericolo connesse alla struttura o alle pertinenze della strada stessa, salvo che si accerti la concreta possibilità per l’utente danneggiato di percepire o prevedere con l’ordinaria diligenza la situazione di pericolo. Nel compiere tale valutazione, si dovrà tener conto che quanto più questo è suscettibile di essere previsto e superato attraverso l’adozione di normali cautele da parte del danneggiato, tanto più il comportamento della vittima incide nel dinamismo causale del danno, sino ad interrompere il nesso eziologico tra la condotta attribuibile all’ente e l’evento dannoso.

Corte di Cassazione_ ordinanza n. 22419.2017

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